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Maglia numero 9 Milan, la maledizione continua? Dai tanti fallimenti dopo Giroud alla speranza Fullkrug. L’analisi
Maglia numero 9 Milan, la maledizione sembra non avere fine: Fullkrug sarà in grado di raccogliere l’eredità di Giroud?
L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport riapre un dibattito che tormenta i tifosi rossoneri dall’addio di Pippo Inzaghi: quella maglia numero 9 che sembra bruciare sulle spalle di chiunque la indossi. Se Olivier Giroud è stato l’eroe capace di spezzare l’incantesimo per un triennio, il dopo-francese è tornato a essere un terreno minato fatto di scommesse perse e problemi fisici.
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Maglia numero 9 Milan, la cronologia dei “fantasmi”: chi è caduto
Il focus della Rosea ripercorre i profili che, per motivi diversi, non sono riusciti a lasciare il segno a Milanello dopo l’era Inzaghi:
- Divock Origi & Luka Jovic: Definiti “fantasmi” per la scarsa continuità. Il belga è passato senza quasi lasciare traccia, mentre il serbo, pur con qualche guizzo, ha finito per ereditare la maglia senza mai prendersi davvero il posto da titolare.
- Alvaro Morata: Arrivato con grandi aspettative, lo spagnolo ha vissuto una parentesi opaca, faticando a trovare quel feeling con il gol che il numero 9 imporrebbe.
- Tammy Abraham: Un altro nome altisonante che, tra infortuni e prestazioni altalenanti, è finito nel calderone delle delusioni rossonere.
- Il “Pasticcio” Boniface: Citato come esempio di mercato complicato (simile al recente caso Mateta), dove tra valutazioni fisiche e trattative saltate, il Milan non è riuscito a trovare la stabilità necessaria.
Niclas Füllkrug: Il “Panzer” spezza-maledizione?
Oggi la maglia è sulle spalle di Niclas Füllkrug. Il tedesco, arrivato a gennaio 2026 dal West Ham, ha già iniziato a mostrare segnali diversi:
- Impatto immediato: Ha già segnato un gol decisivo (contro il Lecce) nelle sue prime 6 apparizioni, dimostrando una fisicità e un’attitudine al sacrificio che piacciono ad Allegri.
- L’eccezione tedesca: Al Milan sperano che possa seguire le orme di Oliver Bierhoff (che però usava il 20), portando quella concretezza teutonica necessaria per ignorare la pressione di un numero così pesante.