Le colpe di Leonardo: ha scaricato Gattuso a stagione in corso ma non lo ha esonerato

© foto Parma 20/04/2019 - campionato di calcio serie A / Parma-Milan / foto Insidefoto/Image Sport nella foto: Paolo Maldini-Leonardo

Leonardo non ha esonerato Gennaro Gattuso ma lo ha praticamente scaricato a stagione in corso: la scelta peggiore

Anche Leonardo ha le sue colpe in questa stagione rossonera. Per quanto Gennaro Gattuso sia il principale colpevole per la totale mancanza di gioco, di idee e di schemi della squadra, Leo non ha fatto certamente meglio. La scelta di confermare Ringhio ad inizio stagione e, successivamente, a dicembre nel periodo più deludente del 2018 non è stata rafforzata da una sincera fiducia nei confronti del tecnico.

Secondo alcune indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione, il dirigente avrebbe comunicato a Gattuso la separazione a fine stagione qualche giorno dopo il derby. In questo senso una conferma potrebbero essere le parole del mister in conferenza stampa proprio post derby e alla vigilia di Sampdoria-Milan: «Il mio futuro lo conoscerete a fine stagione, fra due mesi dico quello che penso veramente. Non penso al mio contratto ora, io penso all’obiettivo da raggiungere. Ma quando finirà il campionato vi dirò quello che penso e quello che farò».

Come a dire, tutti saprete la verità al termine della stagione. Certamente comunicare ad un proprio dipendente che un paio di mesi dopo verrà esonerato non è il modo migliore per ottenere dei risultati. Leonardo e Maldini probabilmente lo avranno fatto come gesto di amicizia. Venuti a sapere che Elliott e Gazidis fossero alla ricerca di un nuovo allenatore per il Milan per la stagione 2019/2020, hanno subito riferito la decisione a cuore a aperto al vecchio compagno di squadra. Le conseguenze sono state catastrofiche. Ad un Milan deludente per metà stagione si sono aggiunti due problemi che prima non erano affiorati: la mancanza di motivazioni in Ringhio, apparso sempre più fiacco e alla deriva, e il calo di rendimento dei giocatori.

Questi – con un comportamento tutt’altro che professionale ma inevitabile dato il susseguirsi degli eventi – hanno smesso di correre per un allenatore che tra qualche settimana verrà scaricato dalla società. I provvedimento disciplinari si sono moltiplicati…prima il litigio in mondovisione tra Biglia e Kessie, poi il caso Acerbi, infine il ritardo di Bakayoko che ha comportato il ritiro punitivo. Quando il gatto Gattuso se ne sta per andare, i topi iniziano a ballare. Purtroppo non solo fuori dal campo, perché anche sul rettangolo di gioco sono iniziate a ballare le posizioni.

Giocatori come Suso (schierati a prescindere da Ringhio) non si sono più sentiti in discussione e hanno staccato completamente la spina. Tutta la squadra ha iniziato a correre di meno, le secondo linee (ormai rassegnate al ruolo di comprimari) hanno rimandato la lotta per la titolarità per l’arrivo del nuovo allenatore.

Laxalt, Conti, Biglia da risorse per il turnover si sono trasformati in corpi estranei in attesa dei grandi cambiamenti di giugno. L’errore di Leonardo è stato quello di non esonerare Gattuso a tempo debito e, allo stesso tempo, di averlo messo scaricato a stagione in corso. Un allenatore che già aveva mostrato notevoli limiti tattici si è ritrovato esautorato davanti alla squadra. E senza tattica, tecnica e nemmeno grinta e coesione nel gruppo è diventato tutto più difficile.