Gattuso teme l’Inter, nei derby non sempre vince chi sta meglio

Gattuso conferenza
© foto Screen diretta Facebook Ac Milan

Oggi è la vigilia del derby, domani il Milan si gioca la possibilità di avvicinarsi ancora di più alle squadre che sono davanti. In conferenza stampa ha parlato gattuso

Giornata importante in casa Milan, questa mattina è arrivato il presidente Yonghong Lì che domani vivrà tutta la giornata con i giocatori, per poi assistere al derby di domani sera e oggi pomeriggio ha parlato Gattuso in conferenza stampa. Ecco le dichiarazioni del tecnico rossonero:

YONGHONG LI’ – «Sapevo che il presidente sarebbe venuto a vederci, poi domani starà con la squadra e staremo insieme. Dà la sensazione di esserci come dico da sempre, poi domani passerà 3 o 4 ore con noi ed è un segnale importante»

IL DERBY  – «Da giocatore potevo sfogarmi di più, da allenatore è molto più difficile. Dobbiamo essere umili, rispettosi nei confronti dell’Inter e coscienti di quello che dobbiamo fare. Loro possano ancora sbagliare, noi no. Dobbiamo fare le cose per bene e giocare senza il braccino. E non voglio sentire la parola stanchezza, nessun alibi. Voglio undici avvelenati. La storia del derby. Quasi sempre vince la squadra che è in difficoltà. Il derby di Coppa lo abbiamo vinto ed eravamo alla canna del gas. Dobbiamo stare attenti perché non mi piace che dicono che siamo i favoriti. Loro sono davanti a noi di sette punti e sono più forti di noi. Mi spaventa Spalletti perché è un grandissimo. Ha esperienza ed è molto preparato, sa come affrontare queste gare. Dobbiamo leggere al meglio la partita»

LA STANCHEZZA  – «Per come alleniamo noi, è simile a giocare una partita ma senza lo stress mentale. Credo che la squadra sia pronta per il derby, abbiamo anche riposato e i ragazzi sono freschi. Non possiamo sbagliare e non c’è alcun alibi. Se vogliamo pensare alla Champions non possiamo sbagliare, è una finale. Ci giochiamo tanto, anzi, tutto»

KALINIC  – «Proteggo sempre i miei giocatori finchè hanno voglia e rispetto dello spogliatoio e dei compagni. Io posso dar loro anche il mio cuore e possono palleggiarci, a Nikola poi continuerò a dare opportunità perché è forte e si deve riprendere. Al gol sbagliato da lui ho sperato di passare altrimenti lo avremmo perso definitivamente, ma è forte ed è un attaccante vero. Ci ho parlato spesso ma non solo io, anche i suoi compagni. Ma questo trattamento non va solo a lui, anche a chi sta giocando meno. È questo il senso di appartenenza. E poi spero che San Siro mi aiuti e ci aiuti: André Silva e Kalinic vanno aiutati, meno fischi e qualche applauso in più»

IL DERBY DI COPPA ITALIA  – «ensavo solo di vincerlo e riscattare la sconfitta con l’Atalanta. In quel periodo al primo schiaffone lasciavamo il campo. Sapevo che quella gara potesse farci svoltare, ma la mia testa era solo sulla vittoria»

LA FRECCIATA RAIOLA  – «Questo club ha scritto la storia. Il momento ora è negativo ma rimane comunque il top mondiale. Quando un calciatore arriva al Milan è in un grande club, perché c’è tutto. Organizzazione, lavoro 24 ore su 24 e molto altro»

IL PARAGONE CON CONTE  – «Quando vincerò quello che ha alzato Antonio e avrò 300 panchine in A, allora si faranno i paragoni. Ora gli assomiglio a livello caratteriale, ma poi si ferma lì. Essere paragonato a lui è un grandissimo onore. Io devo essere credibile con quello che propongo alla squadra, ma io ho vissuto 14 anni al Milan. La società era diversa ma la differenza la facevano gli uomini in campo, il mio dovere è far capire che rispettare le regole e la maglia è lo spirito per vincere. Il segreto, per anni, è stato il senso di appartenenza, ogni giorno che eravamo a Milanello eravamo a casa. Voglio che torni tutto questo perché così si può crescere»

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