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ESCLUSIVA MN24 – Bellinazzo: «Ecco le conseguenze del Covid-19 sul Milan»

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In esclusiva a MN24, Bellinazzo ha annunciato le ultime disposizioni UEFA in merito al FFP, che vertono anche sul Milan di Elliott: i dettagli

La redazione di Milannews24 ha raccolto in esclusiva le dichiarazioni di Marco Bellinazzo, noto opinionista, scrittore e prima firma del Sole 24 Ore. Considerando la sua grande conoscenza  per ciò che concerne anche l’ambito economico del calcio, l’esperto ha rivelato le intenzioni dell’UEFA in merito al Fair Play Finanziario (argomento strettamente attuale in casa Milan) e alla crisi che sta colpendo anche un’industria come il calcio. Ecco le sue parole:

Signor Bellinazzo, quale ripercussione avrà sui club che parteciperanno alle coppe europee la disposizione dell’Uefa, emanata ieri, in ambito del Fair Play Finanziario?
«A differenza di ciò che è stato scritto in questi giorni, di fatto, non cambiano i controlli: ciò che verrà realmente modificato, riguarderà l’esenzione dal presentare un budget preventivo per il mercato. Il bilancio del 2020 resterà sempre sotto osservazione ma, chiaramente, si terrà conto dell’impatto della crisi economica dovuta all’emergenza sanitaria. Vale a dire, nel momento in cui il bilancio 2020 rienterà nel triennio da verificare, non verrà valutato nella stessa misura col quale saranno esaminati gli altri due». 
In questo momento, il Milan sarebbe virtualmente qualificato ai preliminari di Europa League. Che ripercussione avrà sui rossoneri la disposizione emanata ieri dall’Uefa in relazione al FFP, alla luce del gentlemen agreement dell’anno scorso?
«Per quanto riguarda il Milan, resta intatto l’accordo già ratificato l’anno scorso con l’UEFA, ragion per cui, l’eventuale qualificazione ai preliminari di Europa League di questa stagione, non rientrerà in quell’impatto economico datato 2019, ossia il termine entro il quale l’UEFA valuterà il bilancio del triennio del club. Nel giugno scorso, l’emergenza dettata dal covid-19 non era ancora scoppiata perciò, quest’ultima, non influirà su questo tipo di verifica».
In relazione al suo articolo apparso su calcio&business circa il deprezzamento del cartellino dei calciatori stimato in un 28%, come si potrebbe ridefinire il futuro di Donnarumma? Non sarebbe sconveniente per il club, privarsi a prezzo notevolmente ridotto dell’unico giocatore in grado di registrare una plusvalenza piena a bilancio?
«Indubbiamente, gli effetti sul calciomercato saranno molteplici, sia nelle percentuali di riduzione del costo dei cartellini, stimata intorno al 30%, sia per ciò che concerne i contratti dei cialciatori. Ovviamente, questo deprezzamento dipenderà dal protrarsi o meno della pandemia: di conseguenza, presentarsi sul mercato e rinunciare ai propri pezzi pregiati ad un prezzo inferiore rispetto quanto preventivato l’anno scorso, diventa un sacrificio enorme per il club. A questo punto, la strategia più idonea sarebbe quella di prolungare il più possibile la permanenza del calciatore nel club e aspettare tempi migliori soprattutto se la FIFA dovesse optare per l’estensione della finestra del calciomercato per far sì che le squadre possano riprendersi dalla crisi economica». 
In ottica calciomercato, il fondo Elliott ha dimostrato di poter pagare i calciatori in un’unica soluzione, come avvenuto con Piatek, nel gennaio scorso. Alla luce della crisi finanziaria che colpirà il sistema calcio, questo momento di magra potrebbe mettere la società rossonera in una posizione di forza, in relazione ad altri club che punteranno maggiormente sugli scambi? Questa politica di Elliott potrebbe essere replicabile, risultando la carta vincente per sparigliare la concorrenza?
«Probabilmente, gli scambi diventeranno lo strumento più utilizzato sul calciomercato: si valuteranno politiche basate su innesti mirati e, da questo punto di vista, aver una guida tecnica salda e chiara risulterà fondamentale e imprescindibile. La volontà di attuare questa politica permetterebbe di aver un livellamento della forza dei club, facendo pesare meno la debolezza economica e finanziaria che, in questo momento, si abbatte sul club rossonero». 
Nei mesi scorsi, ha destato parecchio interesse il discorso legato ad un possibile avvicendamento societario tra Elliott e Arnault. Considerando la situazione economica deficitaria in ottica di un’ipotetica cessione del club, quale soggetto riuscirebbe a trarne i vantaggi più significativi? Il fondo Elliott, che continua a perdere 10-15 milioni di euro al mese per il mantenimento del Milan, o il compratore, Arnault, che dovrebbe investire una cifra ingente per rilevare il
pacchetto societario?
«E’ chiaro che, in un momento di crisi come quello attuale, andare a ricercare un compratore disposto a spendere cifre ingenti per un club di calcio, è complicatissimo. Questo aspetto non riguarda solamente il fondo Elliott, ma si inserisce in un discorso più ampio, come quello che sta accadendo a Roma con Friedkin, il quale ha da mesi un accordo con Pallotta, ma è stato congelato in attesa di capire come evolverà la situazione economica. In questo momento, quindi, è difficile individuare chi potrebbe trarne maggiori vantaggi ma, in generale, il fondo Elliott dovrà attendere tempi migliori, dovendo necessariamente restituire un equilibrio economico al club. A maggior ragione, la strada tracciata sul contenimento dei costi degli ingaggi anche in relazione al decurtamento degli stipendi dei calciatori, potrebbe rivelarsi un elemento di vantaggio per il fondo: tutti i club dovranno tagliare i costi e sarà più facile mantenere certi giocatori o acquisirne altri. Questo, proprio perché, le offerte in giro saranno meno alte di quanto non fossero un anno fa». 

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