Caro Gattuso, Piatek sarebbe anche forte se arrivassero dei cross

Piatek
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La prestazione di oggi dimostra che Gattuso si merita i complimenti nella lucidità che ha nell’individuare i problemi ma anche le critiche per non avere idea di come risolverli

Piovono critiche sul Milan e su Gattuso a poche ore dalla sfida pareggiata al Tardini contro il Parma: il gioco totalmente inconcludente e le poche, pochissime palle giocabili arrivate nei pressi di Piatek sono sicuramente una responsabilità delle individuali prestazioni di centrocampisti ed esterni ma anche delle poche e confuse idee di manovra che Gattuso ha saputo dare alla squadra. Borini, che oggi ha giocato anche una discreta partita, è stato titolare di una corsia praticamente mai battuta dal Milan che ha cercato sempre e unicamente il versante destro per sviluppare il proprio gioco aggrappandosi al prevedibile estro di Suso che, anche se tecnicamente in giornata, ha dato ai rossoneri la scossa sono in una situazione per lui anomala: un cross di destro.

Sì, perché Piatek oggi è stato servito male e poco (a 20-30 metri dalla porta e praticamente mai dentro l’area avversaria) e la colpa, senza troppi giri di parole, è di Gattuso. Lo stesso uomo che neanche una settimana fa faceva “mea culpa” riguardo al non aver saputo mettere nelle condizioni il polacco di incidere, ha oggi dimostrato di non aver saputo trovare una soluzione evidenziando invece gli stessi limiti di un copione visto e rivisto per almeno 30 delle 33 giornate fin qui disputate al timone del Milan. L’idea di inserire Conti dal primo minuto sarebbe potuta essere una soluzione, concettualmente parlando, ma l’insistenza (talvolta fastidiosa) di Suso di abbassare la testa e accentrarsi senza mai premiare le frequenti sovrapposizioni del compagno hanno reso inutile il tutto. Dall’altro lato, come detto, Borini è rimasto praticamente inoperoso portando così alla “scomparsa” dalla partita anche Calhanoglu, altra anima della corsia di sinistra partendo dal ruolo di mezzala. Il risultato è che il Milan a Parma passa in vantaggio per caso e subisce il pareggio per merito dimostrando ancora una volta di non essere una squadra con identità e, a tratti, neanche una squadra che ambisce a qualificarsi in Champions League.