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Allegri, patto d’acciaio col Milan? Sì con riserva: cosa serve per restare alla guida del club rossonero
Allegri ha tutta l’intenzione di rimanere al Milan ma solo a fronte della costruzione di una rosa a sua immagine e somiglianza
Il finale di questa Serie A 2025/2026 si preannuncia incandescente, non solo per i verdetti del campo ma per gli equilibri delle panchine più prestigiose. Come analizzato da Andrea Ramazzotti su La Gazzetta dello Sport, il testa a testa tra Massimiliano Allegri e Antonio Conte — attualmente separati da soli tre punti in classifica dopo il sorpasso del Napoli sul Milan al secondo posto — ha come posta in palio anche la guida della Nazionale.
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Con l’Italia a caccia del sostituto di Gennaro Gattuso dopo il fallimento dei playoff Mondiali, le quotazioni di Allegri sono in forte ascesa, nonostante le smentite di rito da via Aldo Rossi.
Allegri e il bivio Milan: rinnovo o rottura?
La permanenza di Allegri a Milanello è strettamente legata alla qualificazione in Champions League, che farebbe scattare un prolungamento automatico del contratto fino al 2028 (con opzione per il 2029). Tuttavia, Ramazzotti sottolinea come il tecnico livornese sia pronto a “saltare il banco” se non otterrà garanzie precise:
- Potere Decisionale: In caso di traguardo europeo, Allegri pretenderà un peso maggiore nella scelta dei rinforzi, puntando su profili con “dna vincente”.
- Programmi di Mercato: Se il club non asseconderà le sue richieste tecniche (come i sei colpi già ipotizzati), il mister potrebbe forzare la mano per interrompere il legame e abbracciare il progetto azzurro caldeggiato dal Presidente del CONI Malagò.
In questo scenario, Roberto Mancini resta sullo sfondo come “terzo incomodo”, ma la volata tra Conte e Allegri sembra ormai averlo distanziato nelle preferenze per il dopo-Gattuso.