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Odogu Milan, stagione di crescita o annata sprecata? Un primo anno in Italia tra opportunità e difficoltà. L’analisi
Odogu Milan, stagione di crescita o annata sprecata? L’analisi sulla stagione del difensore tra opportunità e difficoltà
A volte, nel calcio, il confine tra un’opportunità di crescita e un’annata sprecata è sottilissimo. Dare una definizione compiuta alla prima stagione di David Odogu in maglia rossonera non è affatto semplice, perché la medaglia ha due facce molto diverse. La Gazzetta dello Sport fornisce un’analisi dettagliata.
Da un lato, sbarcare a Milanello a soli 19 anni è il sogno di ogni talento: respiri l’aria di un club in lotta per lo scudetto, incroci carismi come quello di Ibra, ti alleni con maestri come Modric e hai a disposizione un allenatore come Massimiliano Allegri, abilissimo a insegnare i segreti della fase difensiva. Dall’altro, c’è un numero freddo e inesorabile che fotografa la realtà: 16. Sono i miseri minuti trascorsi in campo in gare ufficiali con la prima squadra (12 in Coppa Italia, 4 in campionato).
La muraglia rossonera: gerarchie bloccate
Definirla un’annata persa sarebbe ingeneroso, ma di certo le aspettative sul minutaggio erano diverse. Il centrale tedesco, scuola Union Berlino e Wolfsburg, è attualmente l’ultima scelta nel reparto arretrato del Diavolo. La strada verso il campo è letteralmente sbarrata:
- I titolari designati: Tomori, Gabbia e Pavlovic.
- Le certezze in rampa di lancio: l’esplosione del giovane De Winter.
- Le alternative tattiche: l’adattabilità di Bartesaghi come braccetto di centrosinistra.
Per non fargli perdere il ritmo partita, la società lo ha destinato in tre occasioni al Milan Futuro, dove ha potuto accumulare 90 minuti a gara.
Il mercato di gennaio e le prospettive
La logica suggeriva un prestito secco nella sessione invernale per garantirgli continuità, ma il mercato fermo in entrata ha bloccato tutto. Le garanzie offerte da De Winter e Bartesaghi hanno convinto Allegri a non toccare gli equilibri, trattenendo Odogu alla base per il delicato rush finale verso la zona Champions. Chi lo conosce bene assicura che David non si lamenta: è consapevole che questo primo anno serve come “scuola” per comprendere la pressione di un top club e la tattica del calcio italiano.
D’altronde, il Milan ha investito 7 milioni di euro più 3 di bonus per portarlo in Italia. Un esborso importante che allontana l’ipotesi della meteora: quando lo step mentale e tattico sarà completato, il resto verrà da sé.
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