Bolt non sarà un calciatore professionista: per gli australiani è un bidone

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Per gli australiani Bolt ha il tocco di palla di un trampolino e non può giocare a calcio da professionista. Anche il suo club ne è convinto

Usain Bolt, il velocista più vincente di sempre, pensava di aver coronato in Australia il sogno di diventare un giocatore professionista dopo i tanti provini falliti con diverse squadre europee. Purtroppo per lui le cose non andranno come sperava. Il giamaicano aveva infatti sottoscritto una sorta di “contratto di prova” con i Central Coast Mariners. La sua esperienza nel club di A League sembrava iniziata sotto i migliori auspici con la doppietta al Central Coast Mariners ma a quanto pare la sua tecnica non è sufficiente per garantirgli un posto in squadra. Anche le richieste economiche di Bolt hanno frenato il proseguo della sua avventura australiana. Il velocista avrebbe voluto firmare un contratto da 3 milioni di dollari locali (circa 1,9 milioni di euro) a fronte di un’offerta di 150mila dollari. Il problema principale è che Bolt in Australia viene considerato sostanzialmente un bidone. «Parliamoci chiaro, il ragazzo non sa stoppare la palla: quando ci prova, finisce a dieci metri. Ha il tocco di un trampolino! Fargli firmare da professionista sarebbe un calcio nei denti per quelli che a calcio ci sanno giocare sul serio!», ha Andy Keogh, attaccante del Perth Glory, al quotidiano Sydney Morning Herald. Il velocista ha pochi estimatori come calciatore anche al di fuori dell’Australia. L’allenatore Francesco Guidolin, suo grande fan quando era solo un corridore, ha così parlato del idolo: «Dal punto di vista morfologico, con le gambe lunghissime e la falcata straordinaria, Bolt è il contrario di un calciatore. Sarà anche velocissimo però gestire la palla è tutto un altro mestiere. Ci vuole tecnica, oltre che esperienza».

I Mariners non sembrano quindi propensi a dare a Bolt una seconda occasione. «Da agosto, quando è arrivato, Usain ha fatto grandi progressi e siamo certi che ne farà ancora, grazie ad allenamenti individuali e dedicati. Che in A League, ahinoi, non possiamo permetterci», recita un comunicato del club. Il giamaicano al momento non è più aggregato alla squadra e forse avrebbe dovuto accettare l’offerta del Valletta FC. La squadra maltese (e non il Milan come alcuni avevano ipotizzato) gli aveva infatti proposto un contratto da professionista e il suo agente hanno tentennato sperando di ottenere la stessa offerte dai Mariners.

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