HANNO DETTO
Tare a ruota libera: «Il Milan è nel mio destino, voglio lasciare il segno. Il club vuole essere competitivo. Leao? Potenziale fuori discussione»
Tare, intervistato nel format Giorgia’s Secret, ha parlato così del Milan, di Ibrahimovic, di Allegri e non solo. Ecco le sue parole
Nell’ultima puntata del format di DAZN “Giorgia’s Secret”, condotto da Giorgia Rossi, il direttore sportivo del Milan Igli Tare ha aperto il proprio cuore, ripercorrendo le tappe della sua carriera fino all’approdo nel club che tifava sin da bambino. Il dirigente albanese, alla sua prima stagione in rossonero, ha sottolineato l’importanza del senso di appartenenza e della pressione positiva che si respira a Casa Milan, ribadendo che l’obiettivo primario resta riportare il club ai vertici del calcio internazionale. Ecco, di seguito, tutte le sue dichiarazioni.
SUL RAPPORTO CON IBRAHIMOVIC – «Non è vero che è abituato a fare tutto da solo. Se lo conosci è una persona molto sensibile. Ho un buon rapporto con lui, ci diciamo le cose in faccia, a volte anche in modo duro, ma arriviamo entrambi dai Balcani, quindi accettiamo entrambi che le cose vengano dette anche così».
SULLE DIFFERENZE TRA MILAN E LAZIO – «E’ un cambiamento sostanziale. Con il nome Milan è più facile convincere i giocatori rispetto a quando ero alla Lazio, per la storia del club e anche per le disponibilità finanziarie».
SUL MILAN NEL SUO DESTINO – «Il mio esordio in Serie A è stato in un Brescia-Milan (28 gennaio 2001, entrò in campo al posto di Pirlo, ndr), la prima doppietta è arrivata contro il Milan, il mio primo figlio è nato durante un Milan-Bologna. Diciamo che c’è sempre stato un legame forte, oltre alla questione del tifo che si sa ormai».
SULLA CHIAMATA DEL MILAN – «Ci speravo, poi quando si è concretizzata credo sia stato uno dei giorni più belli della mia vita».
SUL TIFO PER IL MILAN – «Facevo il tifo per il Milan di Van Basten, Gullit, Baresi, Maldini, tutti campioni veri. Da bambino gli ho sempre ammirati».
SUL MILAN – «Cerco di meritarmi di far parte di questo club. Per far parte di questa storia devi lasciare il segno».
SU ALLEGRI – «Con lui ho un rapporto molto buono. Ci siamo conosciuti ad inizio stagione, poi non abbiamo avuto molto tempo per conoscerci meglio, ma dopo la fine del mercato ci siamo frequentati in privato e abbiamo fatto qualche cena insieme. E’ una persona molto intelligente che sa gestire molto bene determinati spogliatoi. Cosa ci ha portato a scegliere Allegri? La sua storia, anche il legame che aveva con il Milan, la sua esperienza e soprattutto la sua capacità di saper gestire una piazza importante come quella rossonera».
SUGLI ATTACCANTI ROSSONERI – «Abbiamo giocatori importanti. Purtroppo capitano stagioni con delle difficoltà, per i nostri attaccanti è stata una stagione complicata dal punto di vista fisico perché parecchi di loro hanno avuto dei problemi fisici che non hanno permesso loro di trovare continuità».
SUL SOGNO SCUDETTO – «Non è solo Tare che ha questa ambizione, ma il club che vuole essere sempre competitivo. Avere in testa l’obiettivo scudetto è un nostro dovere».
SU LEAO – «Rispondo con le parole di Modric che ha detto che nemmeno Rafa sa quanto è forte. Io ho conosciuto un ragazzo perbene con un potenziale enorme, ma anche con grandi aspettative. Il suo problema forse è stato trovare un equilibrio con queste aspettative, ma il suo potenziale è fuori discussione».
SU MODRIC – «Sapevo che da bambino era un tifoso del Milan e quando ci siamo visti e abbiamo parlato del progetto ho visto che aveva delle conoscenze profonde. Aveva anche altre offerte, ma voleva coronare il suo sogno di giocare nel Milan. Il suo arrivo in squadra è stato molto importante, anche a livello di mentalità. Futuro? Potrebbe scegliere con il cuore, per me rimarrà al Milan».