Piatek, Boniek: «Lo criticheranno ma saprà reagire. Un grande giocatore»

Piatek
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Piatek sostenuto a pieno dal connazionale Boniek, il quale da esperto qual è invita alla calma e rimanda tutto alle gare ufficiali

Piatek al centro della discussione rossonera ma fino ad ora mai discusso come prima punta dell’attacco di Giampaolo. Si fanno tanti nomi sulla seconda punta ma il suo rimane inattaccabile, nonostante quello zero continui a perseguitarlo addirittura dallo scorso campionato. Zibì Boniek, ex attaccante di Juve e Roma, ora presidente della Federcalcio polacca, ha parlato di Piatek alla Gazzetta dello sport, cercando di analizzare il momento e di fornire una spiegazione plausibile: «Ma le amichevoli non fanno testo, si gioca ad altri ritmi e con un approccio totalmente diverso rispetto alle partite vere. È come quando tiri un rigore: in allenamento davanti a te vedi un piccolo portiere e una porta enorme, in partita funziona al contrario. Ed è lì che Piatek diventa letale».

SU GIAMPAOLO- «Il Milan ha preso un allenatore eccezionale, tatticamente uno dei migliori in Italia, se non il migliore. È preparato, cura tutti i dettagli e ha sempre fatto un grande lavoro su difensori e attaccanti: con lui si cresce anche individualmente». 

SUI MOVIMENTI DI PIATEK – «Se Piatek può partecipare alla manovra e aprire spazi? Certo. Kris sa giocare a calcio. Lo ha dimostrato in nazionale in coppia con Lewandowski: tagli, scambi nello stretto, assist, fa vedere di tutto. Del resto, che fosse un attaccante completo si era visto anche al Genoa: dribblava, veniva a prendere palla fuori dall’area e si allargava». 

SULLA SPALLA IDEALE – «Giampaolo sta provando Suso da trequartista, ma io lo vedo seconda punta: mi pare più portato a tagli e inserimenti. E cerca tantissimo il tiro».

CRITICHE INEVITABILI- «Prima o poi gli pioveranno critiche addosso. Anzi, qualcuno ha già cominciato. Bisognerà vedere come reagirà. Se è impermeabile? Sì, ed è la sua forza. È un ragazzo dotato di grande equilibrio mentale. Come i grandi giocatori, riesce a rimanere sempre tranquillo senza perdere convinzione nei propri mezzi, che sono eccellenti: ha una buona tecnica, sa segnare in tutti i modi. Gli do solo un consiglio: pensi a giocare bene senza farsi ossessionare dai gol. Tanto non c’è problema, li ha sempre fatti e ne farà moltissimi anche in questa stagione». 

LA STAGIONE DELLA CONFERMA – «Dobbiamo avere ben chiaro un concetto: al primo anno in Italia Piatek ha fatto anche troppo bene, replicare quella stagione non è facile. Se segnasse altri 30 gol saremmo di fronte al nuovo Ronaldo, no?»

SUL MILAN DI GATTUSO – «Quello era un Milan che non giocava per le punte, gli attaccanti venivano serviti solo in profondità o per difendere i palloni lunghi. Piatek giocava spesso spalle alla porta eppure ha segnato 11 gol. Non vedo perché non dovrebbe ripetersi con un tecnico che predilige il gioco offensivo».