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Editoriali

Italia Bulgaria con l’amaro: buccia di banana sì, pancia piena no

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Italia Bulgaria ha aperto la nuova stagione azzurra con un pareggio che complica la qualificazione diretta ai Mondiali 2022

Siamo stati evidentemente pessimi profeti appena ventiquattro ore fa, auspicando che da Italia-Bulgaria arrivassero i tre punti senza eccessive fatiche. Ma la vita, lo sport, il calcio sono spesso densi di imprevisti per sorprenderci di continuo.

Così non può che avere il retrogusto amaro questa quarta sfida delle qualificazioni ai Mondiali di Qatar 2022, la prima pareggiata dall’Italia. Che poi, in realtà, sarebbe il terzo 1-1 consecutivo per gli Azzurri, per quanto i precedenti di Wembley contro Spagna e Inghilterra suscitino ben altre emozioni.

La serata di Firenze ci ha restituito una Nazionale con qualche svagatezza di troppo e un’inconsueta imprecisione nei trenta metri decisivi, in fase di conclusione ma anche di ultimo passaggio. Ma non certo con la pancia piena, perché sostanzialmente il match è stato dominato né più né meno di tanti altri nei quali il risultato ci aveva poi sorriso.

E d’altra parte non è nemmeno una novità che il primo appuntamento ufficiale post trionfo si trasformi in buccia di banana. Successe alla formazione di Donadoni nel settembre 2006 di pareggiare con la Lituania, così come fu pareggio anche per l’Italia di Bearzot al ritorno in campo dopo il Mundial ’82. Tre indizi che fanno una prova, o meglio una cabala.

E allora aggrappiamoci alle buone notizie del Franchi, a cominciare da quel Federico Chiesa che ha saputo raccogliere gli applausi del suo vecchio stadio. Il talento della Juve ha infatti proseguito sulla stessa lunghezza d’onda di Euro 2020, realizzando una spettacolare rete di sinistro assecondando la sponda ispiratrice di Immobile.

Peccato che il portiere bulgaro Georgiev abbia poi alzato il muro sul colpo sotto dell’ex gigliato, cancellando un’altra perla nella seconda frazione e inchiodando il punteggio. Testa alta e guardare avanti dunque, domenica a Basilea contro una Svizzera senza Xhaka e Freuler ci sarà subito l’occasione del riscatto. Da non fallire, per evitare brutte sorprese.

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