Rijeka-Milan 2-0, I-M-B-A-R-A-Z-Z-A-N-T-I

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Il Milan visto questa sera contro il Rijeka è stato uno dei peggiori degli ultimi anni. La qualificazione ottenuta non è una scusante quando da ricostruire c’è anche la credibilità

Il Milan oggi ha perso meritatamente contro un avversario nettamente inferiore dal punto di vista tecnico ma tanto, tantissimo superiore dal punto di vista della condizione fisica e morale.

IL PEGGIOR MILAN – Quello di oggi è stato sicuramente il peggior Milan di questa stagione, uno dei peggiori degli ultimi anni. Poche, pochissime le azioni degne di nota della squadra rossonera; tanti, tantissimi gli errori in fase di impostazione e soprattutto nessun segnale confortante proveniente dai giocatori messi in campo da Gennaro Gattuso. Tralasciando le tante riserve oggi alla prima o seconda presenza in maglia rossonera in stagione, Romagnoli, Biglia e André Silva sono apparsi totalmente avulsi, a tratti nocivi, per la compagine milanista (soprattutto il portoghese) per l’intero corso del match. La qualificazione era già in tasca è vero ma questo Milan non può lasciare niente al caso perché oggi c’è da ricostruire una credibilità sempre più assente sia sul manto erboso che fuori.

ANDRE SILVA – Il calciatore portoghese è stato, di gran lunga, il peggiore in campo oggi contro il Rijeka. Snervante la prestazione dell’ex Porto che, nonostante il titolo di capocannoniere della competizione, oggi è apparso simile a quello intravisto in campionato. Un giocatore totalmente inutile, non partecipe alla manovra ed effimero in ogni sua giocata. Alle mille polemiche dirette a Nikola Kalinic in settimana oggi André Silva ha risposto nel peggiore dei modi.

GATTUSO – Ruolino di marcia non propriamente esaltante per il neo-tecnico rossonero che questa sera ha ottenuto la prima sconfitta, dopo il pareggio contro il Benevento all’esordio, continuando la crisi di risultati del Milan ancora a secco di vittorie. La scelta di Gattuso di risparmiare almeno 8 undicesimi dei “titolari” o possibili tali non ha dato gli effetti sperati. Un po’ come cambiare Suso per Zapata nei minuti finali contro il Benevento che ha dato il là, in un modo o in un altro, alla disfatta rossonera.

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