Gattuso: «Lasciamo perdere la tattica, domani voglio vedere 23 leoni»

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Gattuso in vista della Sampdoria chiede alla squadra di lasciar perdere la tattica e mettere in campo voglia, tenacia e personalità

Il tecnico Gennaro Gattuso ha parlato nella consueta conferenza stampa della vigilia di Milan-Sampdoria, sfida sempre più decisiva per il suo futuro in rossonero.

La Sampdoria prende pochi gol? «Ha preso solo 4 gol, è una squadra forte. E’ una difesa che gioca di reparto. E’ una squadra allenata da un grandissimo allenatore. Domani ci sarà da faticare tantissimo. E’ veramente ben messa in campo. Veniamo da un momento difficile ma non siamo morti. Dopo Rocchi mi spiega cosa vuole dire quando mi vede spento e morto. Io sono uno che mi brucia quando arrivano le sconfitte. So cosa posso dare ancora a questa squadra. Quando c’è una partita come quella di ieri in cui non riusciamo a fare nulla di quello abbiamo pianificato è una delusione. Voglio vedere una squadra con grande carattere e grande voglia. Penso che questa squadra possa fare molto di più di quello che sta facendo».

Speri di ridare fiducia alla squadra? «Io non voglio usare le parole “ci spero”. Devo dare tranquillità perché giochiamo col freno a mano tirato. Siamo preoccupati solo quando non riusciamo a sviluppare il nostro gioco. Dobbiamo giocare con maggiore spensieratezza e fare qualcosa di più a livello di singoli, andando oltre gli schemi».

Potrebbe cambiare modulo? «Abbiamo provato diverse soluzioni. Domani vediamo in che direzione andiamo. Dobbiamo divertirci quando giochiamo cosa che ora non facciamo. Soffriamo gli avversari quando invece dovremmo far girare la palla, rincorrere gli avversari. Con l’Inter abbiamo avuto il braccino da tennista».

Sente il sostegno della società? «Abbiamo sempre remato nella stessa direzione ma poi ci sono anche gli avversari e le prestazioni negative. La società ci ha sempre dato sostegno. Prima della partita ho parlato con Gordon Singer. Ieri sono venuti Leonardo e Maldini a parlare con la squadra. Se cominciamo a cercare alibi a fine ottobre non va bene. Si dice che quando affermo che la responsabilità è solo mia difendo i miei giocatori ma non è vero. Le critiche sulla parola bussola? Ho usato la parola bussola perché sono un uomo di mare ma anche senza riesco a portare la barca in porta».

Le batoste servono? «Non voglio fare paragoni con l’Inter ma vi ricordare dov’era il 27 dicembre? Per tre mesi non ha vinto. Questa comunque non è una scusa. Se vinciamo con Sampdoria e Genoa siamo vicini alla zona Champions, non è tutto da buttare. La gente si aspetta di più e i fischi ci stanno. Il Betis ci ha distrutto sulla qualità di gioco e questa stata un grande delusione per me. Ma non ho mollato e credo fortemente in questa squadra. Forse ho dato una sensazione sbagliata. Potrei essere più tranquillo ma dentro di me non mi sono arreso.

Dobbiamo aspettarci che Higuain prenda in mano la squadra? «Quando una squadra non funziona è normale che vengono fuori prestazioni come quelle di Higuain. E’ la squadra che deve metterlo in condizione di esprimersi al meglio. Sulla questione nervosismo mi aspetto che incoraggi gli altri e questo lui lo sa. Anche con il Betis ha discusso con l’arbitro. Deve pensare a giocare e perdere energie sul campo non ad arrabbiarsi con l’arbitro. Lui è un leader anche se non è capitano. E’ una guida per tanti sudamericani».

Ti senti padrone di questo gruppo? «Non devono giocare per me. Se ne sta parlando troppo di questa storia dell’esonero. E’ normale, io devo fare risultati. Il mio problema non è che sono a rischio. Serve a voi per riempire le pagine dei giornali. In questo momento viviamo un momento non brillantissimo ma io ci metto non la mano ma tutto il corpo sul fuoco sul fatto che daranno tutto».

Come sta la squadra a livello fisico? «Kessié ha un problema dal derby, prima alla caviglia e ora al collaterale. Calhanoglu non riesce a mettersi la scarpa per un pestone contro l’Inter. I problemi sono questi. Domani voglio vedere 23 leoni. Possiamo anche mettere da parte la tattica ma voglio vedere una squadra disposta a soffrire, grande senso di appartenenza e voglia. Caldara? Quando penso che starà bene gli darò la possibilità di dimostrare il suo valore».

Voglio vedere 23 Cutrone? «Sì voglio vedere quello spirito lì ma anche la qualità. Meno cross e più lanci in profondità? Si possiamo verticalizzare di più con Cutrone».

Cosa non va in Bakayoko? «Secondo me giovedì ha riconquistato 4-5 palle e l’unica pecca è che le ha ridate agli avversari. Ha giocato bene come recupera palloni. Ha delle grandi difficoltà ma bisogna aspettarlo e capire quale siano i suoi problemi ma il Betis non fa testo. Tranne Patrick e Castillejo tutti hanno fatto male. Adesso siamo piatti a livello di adrenalina e atmosfera. Dobbiamo riportare i tifosi dalla nostra parte. Dobbiamo fargli vedere la cazzimma».

Laxalt può giocare esterno alto? «Dove gioca in Nazionale? Ha fatto sempre il quinto a centrocampo al Genoa. Laxalt può fare tutto, ha velocità, corsa, salta l’uomo. Anche lui può giocare domani ma siete sicuri che che sarà un 4-4-2? Vediamo».

Il vento può essere un alibi per la prestazione del derby? «Ma no, il vento era a Bologna che spostava la palla. E’ stata un scusa perché non eravamo sicuri di giocare partendo dal basso. Si può anche giocare in maniera diversa ma l’importante è essere pronti a livello mentale e caratteriale. Ci sta che a livello di squadra qualcosa lasci per strada ma penso che qualche dubbio se vedo la squadra a pezzi lo capirò dall’allenamento. Voglio una partita maschia».

La squadra sbanda quando non trova la chiave giusta tatticamente? «Il Betis a livello tattico è stati un disastro ma con l’Inter abbiamo invece lasciato poche occasioni agli avversari. Nel derby non ricordo un taglio delle mezzali e in area non c’era mai nessuno. Eravamo piatti. E’ stata un partita interessante a livello tattico ma non tecnico. Abbiamo fatto veramente poco. Vorrei vedere qualche uno contro uno in più o qualcosa di diverso».

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