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DJ Ringo, il Milan come una rock band: «Gattuso un allenatore punk, Piatek da film Western»

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Dj Ringo si scatena a suon di Rock, il paragone tra le rock band del passato ed i giocatori del Milan è divertente quanto veritiero

Dj Ringo, cuore rossonero a tutto tondo ma non solo, cuore rock capace di paragonare l’intera squadra rossonera ad una Rock band di immenso successo, tanto per capirci di quelle che nascevano tra gli anni 60 e 70. Il Milan un gruppo di artisti Rock dunque per Ringo che in una divertentissima disquisizione ha rievocato i grandi della musica mondiale paragonandoli come detto ai giocatori del Milan, partendo ovviamente da Gattuso. «È puro stile Ramones, un allenatore punk. Urla, soffre, vive la partita da uomo vero, viscerale. Non vorrei essere al posto dei giocatori, prendono di quei sberloni a fine partita…Penso che Ringhio ne abbia piene le scatole dei miei messaggi. Gliene mando mille…». Maldini?: «È come i Dire Straits, chitarra fina. Leonardo? Pink Floyd». Poi si passa alla squadra partendo da Romagnoli: «Red Hot Chili Pepper, energia pura».

SU PIATEK «Per lui tutte le colonne sonore di Ennio Morricone che hanno a che fare con i film western di Clint Eastwood, lui è un duro, è un pistolero. Quando tira su il poncho e tira fuori il revolver: pum pum pum, il portiere è spacciato. Vedere Sheva è troppo facile. Io ci rivedo grandi giocatori del passato. Ha i colpi di Virdis, gli stessi movimenti in area e e poi di testa è bravo come lui. E c’è anche la combattività di Pierino Prati». 

SU HIGUAIN- «La cosa peggiore che ci potesse capitare. Nel calcio, come nella vita, ci vuole coraggio. Coraggio di arrivare in fondo e non arrendersi alla prima difficoltà visto che il Milan lo pagava fior di milioni e invece si è tirato indietro. Si è comportato come Bonucci».

E ANCORA SU LEONARDO E MALDINI – «Grazie alla capacità di Leo e Paolo che hanno saputo rimediare con due grandi acquisti. Non voglio pensare cosa sarebbe successo con Fassone e Mirabelli. Probabilmente saremmo finiti all’inferno».

SUL GIOIELLO BRASILIANO- «Gande sorpresa. A me ricorda Ancelotti. Poi chiaro che ha dei colpi diversi da Carletto. Paquetà alla Kakà? Lo vedo completamente diverso da Ricky».

ANCHE PER BOBAN- «Per come comanda la difesa Romagnoli mi ricorda Cesare Maldini. Eretto, elegante, senza paura. Paolo mi dice che è un bravo ragazzo e che il Milan ha bisogno di bravi ragazzi. Boban? Spero un giorno possa tornare».

SULLA CHAMPIONS- «Da terzo? Anche da quarto. L’importante è tornare a giocarla. Manchiamo da troppo tempo».