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Diritti tv Serie A: 9 club rispondono alle accuse contro di loro

Alberto petrosilli

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La contesa sui diritti tv è ancora aperta. Nove club di Serie A hanno inviato una lettera di risposta alle accuse delle big. I contenuti

Nove club di Serie A rispondono con una lettera alle accuse delle big riguardo all’aperta contesa che si sta trascinando da molto tempo. Roma, Bologna, Torino, Crotone, Genoa, Sampdoria, Sassuolo, Benevento e Spezia hanno, infatti, inviando una missiva alla Lega Serie A e alle altre società, sul tema dei diritti tv e dell’operazione con i fondi.

«Riscontriamo la Vostra del 5 marzo, il cui contenuto ci ha sorpreso nel merito ed è inaccettabile nei toni, si legge.

Riguardo all’assegnazione dei diritti audiovisivi, chiedete di procedere senza indugio all’assegnazione di tali diritti e ci accusate di tattiche dilatorie ed ostruzionistiche. Tutto ciò per aver ripetutamente quanto inutilmente richiesto che, primo di procedere all’assegnazione, si svolgano i seguenti approfondimenti:

l’assessment da parte di un esperto tecnico indipendente della capacità di DAZN/Tim di coprire tutto il territorio italiano (a tal proposito la relazione di Deloitte non è chiaramente
sufficiente a risolvere questo punto, come riscontrato già durante la discussione della stessa);
un business plan sul c.d. “‘canalino” che si potrebbe creare con le 10 partite trasmissibili in OTT come complemento dell’offerta SKY (la cui esclusione ci sembra sia avvenuta con
motivazioni non chiaramente spiegate).
Ritenevamo e riteniamo ancora che tali approfondimenti siano doverosi prima di prendere una decisione che vincolerà il nostro futuro nei prossimi tre anni e che, se si rivelasse sbagliata,
condizionerebbe gravemente il futuro del calcio italiano.

Troviamo inspiegabile che tali ovvi approfondimenti non si siano ancora fatti e sarebbe gravissimo che in loro assenza si procedesse all’assegnazione.

Riguardo all’operizione “fondi”, invece, vi ricordiamo che la stessa è stata approvata due volte dall’assemblea di Lega, che una prima volta il 13 ottobre a maggioranza (con 5 astenuti) ha concesso
un’esclusiva al Consorzio e ha dato mandato all’Amministratore Delegato e ad un comitato di 5 club di negoziare taluni miglioramenti e di riferire all’assemblea per dar corso all‘operazione.

Il 19 novembre sono stati portati in assemblea i risultati di tale negoziazione, con significativi miglioramenti economico-finanziari rispello alla proposta giù approvata dall’assemblea, che in
quell’occasione è stata approvata all’unanimità.

A quel punto il compito dell’amministratore delegato e del comitato era limitato a cercare di migliorare gli altri aspetti dell’operazione e sottoporre all’assemblea un term sheet e i documenti definitivi.

Tutti gli aspetti da definire sono stati migliorati e definiti con soddisfazione e addirittura sono stati ottenuti miglioramenti importanti anche sugli aspetti economico-finanziari già approvati.

Pertanto in assenza di fatti peggiorativi sostanziali (che mai ci sono stati indicati) tali da provocare una delibera assembleare che revochi quella precedentemente assunta, non capiamo perché
l’amministratore delegato non dovrebbe incontrare il Consorzio o dovrebbe chiederVi “il permesso” per farlo e con quale fondamento stiate impedendo di discutere un’operazione già approvata più volte e ben prima che nemmeno iniziasse la vendita del diritti audiovisivi con la pubblicazione dei bandi.

Porre in relazione l’assegnazione dei diritti TV e l’operazione dei Fondi (come dalla vostra lettera appare evidente e che noi vorremmo evitare) è sì una condotta ostruzionistica e dilatoria, dettata evidentemente da interessi particolari e non collettivi della Lega, ed è incredibile che chi la pone in essere sì permetta di accusare gli altri, con minacce che sarebbero gravi e fuori luogo in qualsiasi contesto e lo sono a maggior ragiono in ambito associativo».

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