Di Stefano: «Il Milan vorrebbe Ibra a Milanello dai primi di dicembre, è attesa una risposta»

Ibra
© foto Ibrahimovic si sta allenando con l'Hammarby, squadra di cui è co-proprietario

Peppe Di Stefano ha parlato del futuro di Zlatan Ibrahimovic e dell’offerta del Milan, che vorrebbe averlo a Milanello molto presto

Peppe Di Stefano, intervenuto ai microfoni di Sky Sport 24, ha parlato di Milan, Piatek e del possibile ritorno in rossonero di Zlatan Ibrahimovic. Queste le sue parole:

Sulla situazione Ibra – «Il Milan è l’unica squadra ad aver fatto un offerta ufficiale e non è un caso. Se Raiola si siede col Milan non è solo per parlare di Donnarumma o Bonaventura, si parla soprattutto di Ibra. Se Raiola si siede è perché è stato autorizzato da Ibra. E’ un offerta di 18 mesi, economicamente è anche importante, si parla di 6 milioni di euro, ma c’è bisogno che Ibra si convinca che non va in un Milan da 1-2 secondo posto e se le cose vanno nei migliori dei modi il Milan finisce nella parte sinistra della classifica. Il Milan ha tutta la buona volontà di ricoprirlo di soldi e di responsabilità e uno così servirebbe. Il Milan ha avuto l’ok di Elliott, ha fatto l’offerta a Raiola che l’ha riportata ad Ibra che ora sta riflettendo. Sta anche decidendo se aspettare altre offerte. Il Milan vorrebbe fare in fretta perché vuole che si alleni già dai primi di dicembre per mettersi al meglio in forma e conoscere la squadra. Si vuole capire la sua volontà»

Su Piatek – «Al momento il Milan non ha un bomber. Cosa serve a Piatek? La verà domanda è qual è il vero Piatek? Se è questo è un problema. Se è quello dell’anno prossimo ha l’obbligo di aspettarlo, ma il Milan lo aspetta già da 13 partite. Leao per ora rende poco, anche perché gioca poco o perché in allenamento non da le giuste garanzie. Pioli ieri ha parlato di Piatek ed ha detto ‘vedremo se nelle prossime settimane si punterà ancora su di lui o si sceglieranno altre strade’. Con Giampaolo spesso il Milan non creava e si diceva che se non si creavano le occasioni, Piatek le occasioni non se le andava a creare. Ma se come ieri creei occasioni importanti, un attaccante come lui anno scorso traduceva in oro tutto ciò che sfiorava, ieri almeno un gol doveva farlo. Ora poi aleggia anche il fantasma di Ibra ed è un bel fantasma».