Derby, quel qualcosa in più nel Milan rispetto all’andata: parola di Ordine

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Derby, ci siamo, a pochi giorni dalla stracittadina si analizza la situazione delle due squadre, come fatto da Franco Ordine

Derby, si discute, si pronostica e si analizza, il tutto a pochi giorni dalla stracittadina che potrebbe decidere i piazzamenti alla prossima Champions League. Milan ed Inter si giocano una stagione, all’andata la difesa rossonera regalò 3 punti ai nerazzurri nei minuti finali ma erano altri tempi, come sottolineato da Franco Ordine ai microfoni di Milan Tv: «Rispetto all’andata, si è rovesciato il mondo. È accaduto qualcosa, non di magico, ma di molto calcistico che ha determinato questo cambiamento. Dietro questo cambiamento, c’è molto di calcistico. Il primo fattore è l’aria che si respira a Milanello e la tensione ad Appiano, segue poi il mercato. Il terzo e ultimo fattore è il tipo di convinzione, di fede, di fiducia riscossa da Gattuso nel management che è stata trasferita anche alla squadra».

DUE SQUADRE DIVERSE- Il primo a cambiare pelle nel vero senso del termine è stato il Milan, con la cessione di Higuain, gli ingressi di Paquetà e Piatek, nonchè il cambio degli interpreti a centrocampo con Bakayoko che ha completamente rivoluzionato il modulo di gioco rossonero, pur mantenendo l’assetto tattico a 3 sulla linea mediana. Il 21 Ottobre a centrocampo c’erano Biglia e Bonaventura, in avanti Suso, Higuain e Calhanoglu. Difesa identica a quella attuale con calabria sulla destra. L’Inter aveva più o meno la stessa squadra ma con Icardi presente e decisivo, lontano da questi tempi così difficili per tutti.

LA MARCIA DEL MILAN- Milan più avanti rispetto all’Inter in base a quanto detto da Ordine, il quale sottolinea la trasformazione rossonera, più decisiva rispetto a quella dell’Inter che in linea di massima non ha cambiato molto, se non in attacco dove dovrebbe soffrire di più ed invece lotta e segna anche senza l’attaccante argentino. Per questo diventa difficile capire che Inter sarà quella di domenica sera, se meglio o peggio senza il proprio bomber.