Derby, Gattuso ha ragione: non ci sono favoriti

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Derby, è il giorno dei commenti pre gara, ovvero favoriti e sfavoriti, chi da una parte e chi dall’altra. Gattuso stempera e guarda avanti

Derby, superata la vigilia si entra ormai nel clima rovente di una stracittadina che come di consueto divide tra favoriti e meno, creando discussione intorno alle due squadre, con una fitta analisi del periodo storico volta ad individuare quale fra i due tecnici sia più a rischio. Gattuso non vuole sentir parlare di favoriti, in conferenza stampa chiude subito la questione, senza nemmeno prendere in considerazione l’idea di un dibattito goliardico tra amanti del calcio. Questo lo si fa al bar, in strada e nei posti più conviviali, davanti alla stampa è più opportuno un atteggiamento obiettivo e prudente, così come quello del tecnico rossonero che mostra di sentire la gara a tal punto da soffrire un po’ il fatto di essere favorito e non poterlo ammettere. Del resto da persone intelligenti non ci si può sbilanciare se si ha qualcosa da perdere, è un azzardo troppo grande e che alla fine dei conti non porta a nulla, se non il doppio taglio di una lama troppo pericolosa.

GATTUSO SUI FAVORITI- «Ogni derby ha una storia a sé. Non dobbiamo pensare alla partita dell’andata perché sarà diverso. Da cinque giorni sento che siamo favoriti e l’Inter è morta, ma nelle stracittadine queste cose non esistono. Serve rispettare l’avversario, giocare con la testa e rispettarla bene. Voglio vedere dai miei ragazzi cuore, intelligenza e voglia. Giocheremo davanti ad un San Siro da record di incassi e dovrà essere il nostro dodicesimo in campo, ma rispettiamo l’Inter perché ha campioni e ci può mettere in grandissima difficoltà. In queste partite le favorite non esistono. Il derby è sempre a parte, bisogna controllare le emozioni e non perdere energie mentali prima di iniziare il match. Bisogna arrivarci con mentalità, testa libera, senza farci i voli col cervello ».