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Malagò vuole Paolo Maldini in FIGC: ecco quale sarebbe il ruolo della leggenda rossonera
Malagò punta alla presidenza della FIGC e punta a portare con sé anche Paolo Maldini: ecco il ruolo che avrebbe
La corsa alla presidenza della FIGC entra nel vivo con un colpo di scena istituzionale: dopo la Lega Serie A, anche l’Assocalciatori e l’Associazione Allenatori hanno deciso di schierarsi ufficialmente al fianco di Giovanni Malagò. Sebbene l’ex numero uno del CONI non abbia ancora formalizzato la propria candidatura, il sostegno delle componenti tecniche rende la sua discesa in campo quasi certa. Come riportato da Repubblica, la macchina organizzativa è già in moto e Malagò sta delineando una squadra di governo composta da figure di altissimo profilo sportivo.
Il nome forte per la gestione del Club Italia — la struttura che coordina tutte le selezioni nazionali — è quello di Paolo Maldini. L’obiettivo di Malagò è convincere l’ex capitano rossonero a tornare in un ruolo operativo di primo piano per ridare prestigio internazionale alla maglia azzurra. Nel caso in cui Maldini dovesse declinare, la prima alternativa porta a un altro profilo di grande esperienza federale e caratura milanista: Demetrio Albertini. L’intenzione è chiara: affidare l’area tecnica a uomini che conoscano profondamente la cultura della vittoria.
Malagò, il futuro CT e il tetto agli ingaggi
Per quanto riguarda la successione sulla panchina della Nazionale, Malagò punta a una scelta collegiale basata su criteri di sostenibilità economica. Il nuovo commissario tecnico dovrà infatti «accontentarsi» di uno stipendio non superiore ai 2-3 milioni di euro. In questa ottica: «Max Allegri è un nome spendibile più di Antonio Conte oggi», proprio per la maggiore compatibilità con i nuovi parametri finanziari, ma resta viva anche la candidatura di Stefano Pioli.
Infine, il programma di Malagò prevede un forte segnale di rinnovamento sul fronte della rappresentanza di genere. L’ex capo dello sport italiano è intenzionato a inserire una figura femminile di spicco all’interno del suo team di vertice, sebbene il nome rimanga per ora rigorosamente top secret. La strategia è delineata: un mix di leggende del campo, pragmatismo economico e apertura al nuovo corso del calcio italiano.