Zaccheroni, bastone e carota: «Milan, poca propensione al goal» E sulla Champions... - Milan News 24
Connettiti con noi

News

Zaccheroni, bastone e carota: «Milan, poca propensione al goal» E sulla Champions…

Pubblicato

su

zaccheroni

Zaccheroni torna a parlare di Milan, l’occasione è rappresentata dalla gara con l’Udinese, dal quale arrivò per vincere lo scudetto

Zaccheroni, campione d’Italia con il Milan nel 1999, il trionfo di una stagione pazzesca dove la Juve era dietro ed erano Lazio e Fiorentina a dominare un campionato vinto di rincorsa all’ultima giornata. L’anno dopo invece Perugia si rivelò fatale per la Juventus che sotto il diluvio consegnò lo scudetto alla Lazio, grazie ad una rete di Calori. Zaccheroni dunque, esperienza internazionale aperta proprio con il Milan che lo ha elevato al grande calcio italiano ed estero. Da Cesenatico agli Emirati Arabi, passando per il Giappone, la Cina e le panchine delle big italiane Milan, Inter e Juve. Tra le persone titolate a parlare del momento rossonero, Zac teme pochi confronti, la sfida con l’Udinese non potrebbe rappresentare occasione migliore. vent’anni fa, come detto,  con questo club conquistò uno scudetto a cui pochi avrebbero creduto alla partenza, proprio per la forza superiore delle squadre di Vieri e Batistuta: «Il mio mestiere ti mette sotto esame ogni giorno, se pensi di convincere i tuoi calciatori una volta per tutte sei fuori strada».

IL MILAN MERITA IL QUARTO POSTO?- «Secondo me sì. Finora Gattuso sta ottenendo il risultato che era alla portata, perché le tre squadre che gli stanno davanti hanno avuto più tempo per plasmarsi».

PERIODO NEGATIVO- «Sì, ma vedo in Champions sia l’Inter che il Milan. Non penso che le squadre che arrivano da dietro abbiano possibilità di inserirsi per davvero».

AMPIO DIVARIO TRA JUVE E NAPOLI?- «Sì, essenzialmente per questione… di gol. In difesa le milanesi reggono il confronto, ma 43 reti in 29 partite sono davvero poche, rispetto a chi le precede».

COSA NO VA- «Credo abbiano in rosa pochi giocatori con la propensione al gol. Il Milan, per esempio, ha solo Piatek. Se ripenso ai giocatori che ho allenato, Weah, Shevchenko e Bierhoff attaccavano l’area in un modo diverso da quello che osservo oggi. E quando allenavo il Milan, spingevo anche uomini come Guglielminpietro, Ambrosini o Helveg a fare lo stesso».

COSA DOVREBBE FARE GATTUSO- «Piatek finora è stato lasciato un po’ solo, ma occhio a non perdere l’equilibrio nei cambiamenti. Il derby ha già dimostrato che il Milan va in difficoltà se si sbilancia. È abituato a lasciare poco spazio tra difesa e centrocampo, la retroguardia non deve alzarsi più di tanto, altrimenti perde i riferimenti. Se Rino davvero sposterà Paquetà più avanti, dovrà comunque mantenere ordine tattico».

SERVE UNA SCOSSA-«Vero. I rossoneri mi sono sembrati meno sicuri, ultimamente. Avevano perso un po’ di certezze, può essere il momento adatto per apportare delle correzioni. Gattuso sa come intervenire, l’ho visto molto cresciuto in questi mesi, molto sicuro di sé nonostante le difficoltà».

IL DIFETTO DEL MILAN- «La lentezza a centrocampo, che ogni tanto riscontro. Se permetti alla difesa avversaria di schierarsi, diventa più difficile trovare varchi e servire bene le punte».

L’UDINESE DEI RICORDI- «Bei tempi, sì. Ed era bello soprattutto andare in panchina dall’inizio della stagione, fare tutto il ritiro, non subentrare in corsa... Spero che l’Udinese si salvi e credo ce la faccia, anche se ha cambiato troppi allenatori negli ultimi tempi. Non deve snaturarsi, è un laboratorio. Un trampolino di lancio per giocatori e allenatori ancora poco conosciuti verso il calcio di altissimo livello».

Copyright 2024 © riproduzione riservata Milan News 24 – Registro Stampa Tribunale di Torino n. 48 del 07/09/2021 – Editore e proprietario: Sport Review s.r.l. – PI 11028660014 Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso a A.C.Milan S.p.A. Il marchio Milan è di esclusiva proprietà di A.C. Milan S.p.A.