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Vaccino per i giocatori di Serie A

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Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, ha proposto la sua idea di vaccinare tutti i giocatori di Serie A.

Questo con lo scopo di evitare nuovi focolai e possibilità di contagio, oltre che per lanciare un segnale a chi è contro la vaccinazione o non è sicuro riguardo alla sua efficacia. Bassetti ha affermato: “Alla fine sarebbero solo 555 e sarebbe un messaggio forte, anche se le priorità restano le categorie a rischio”.

Il momento attuale

Noi tutti sappiamo quanto questo periodo sia difficile e quanto questa pandemia sia influente sulle nostre vite. A livello statistico, la mancata popolazione degli stadi – ad esempio – ha mostrato un’influenza sia sui giocatori che sugli gli arbitri. Si può comprendere quindi come gli effetti siano visibili anche in questo settore, e non appare così strano che questi abbiano potuto cambiare anche le abitudini di molti appassionati del settore. Molti scommettitori, per esempio, in questo periodo hanno vagliato altre possibilità, orientandosi verso altri settori e sfruttando grandi bonus di pagamento. Si sente la necessità di tornare alla normalità e l’idea di Bassetti potrebbe effettivamente essere un importante aiuto.

Il post del professore Bassetti

Il messaggio è stato lanciato mediante il profilo Instagram del prof. Bassetti, dove lui stesso ha esaminato la faccenda ed ha evidenziato quelli che sarebbero i vantaggi di tale azione. Bassetti ha sottolineato come i pro sarebbero di gran lunga superiori ai contro, soprattutto considerando l’intento di eliminare, o quanto meno smettere di alimentare pregiudizi ed ogni tipo di perplessità riguardo alla vaccinazione. L’infettivologo ha sottolineato l’importanza del frenare l’epidemia, frenando i contagi nel mondo del calcio. Secondo lui questa azione potrebbe avere un grande effetto a catena sulla popolazione: “Faccio un esempio, se si vaccinasse Cristiano Ronaldo un campione assoluto e amatissimo, chissà quanti tifosi seguirebbero l’esempio…”. 

Quindi sia per quanto riguarda uno spirito di emulazione, sia anche per il convincimento che fare il vaccino sia necessario al di là di ogni dubbio e perplessità in tal riguardo, attuare questa soluzione potrebbe portare grandi benefici per tutti. In realtà questa idea non è proprio nuova. Si era infatti proposto al Ministro della Salute Speranza l’idea di riaprire gli stadi in modo contingentato e con adeguate procedure sanitarie ai tifosi vaccinati, ma l’iniziativa andò a spegnersi per via della delicata campagna vaccinale e degli innumerevoli contrattempi.

La parola di Renzo Ulivieri

Come dicevamo inizialmente, le perplessità in questo momento difficile sono molte. Anche Ulivieri – presidente di Assoallenatori – ha espresso la propria opinione in relazione alla situazione attuale legata ai vaccini anti Coronavirus in Italia. Ha dichiarato: «Il vaccino? Non l’ho ancora fatto, anche se ho più di 80 anni. Ho chiesto al medico di famiglia, mi ha detto che mi avrebbe fatto sapere ma ancora non ho avuto risposte. Io voglio fare la fila, non voglio passare avanti a nessuno, però onestamente ho un po’ di paura perché ancora non è arrivato il mio turno».

La polemica innescata

Nonostante il messaggio dell’infettivologo Matteo Bassetti sia arrivato forte e chiaro, sono state tante le polemiche innescate. Per molti l’idea del professore è stata considerata come una mancanza di rispetto nei confronti di chi il vaccino lo aspetta da molto tempo. Lui stesso però ha specificato “ovviamente la priorità restano gli anziani e i fragili in prima battuta, ma per fare tutto questo occorrono molti vaccini”. Scopriremo prossimamente quindi se la sua proposta sarà considerata o meno e come si deciderà di procedere a tal riguardo.