Uefa, il Milan cambia strategia: ricorso? Motivazione determinante in chiave futura

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Uefa, il Milan non abbandona l’idea del ricorso, anzi l’idea societaria ad oggi potrebbe essere strategicamente diversa e determinante

Uefa e Milan, un binomio che ultimamente va d’accordo a fasi alterne, invece che andare avanti sembra ci si rincorre esattamente come sulla circonferenza di un cerchio. C’era titubanza in merito ad un possibile ricorso ma, secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, la società rossonera avrebbe analizzato le 32 pagine di sentenza Uefa ed avrebbe dunque deciso di prendere la strada del ricorso. L’ultima volta andò bene, fu una vittoria importantissima, da qui lo sprone a riprovarci esattamente come a Luglio. La speranza è di poter ripetere la cosa ed ammorbidire una sentenza che ricordiamo comprendere: 12 milioni di euro di esborso, pareggio di bilancio fino al 2023 e non fino al 2021 come detto in precedenza, un arco di tempo che costringerà a rinunciare a piani di rilancio anche sul calciomercato. Questa la grande novità in atto a Casa Milan, come riportato questa mattina da Tuttosport, da qui le motivazioni del ricorso al Tas.

SUPPLEMENTO DI INDAGINE- Secondo quanto riportato invece da Corriere della Sera, si potrebbe andare addirittura incontro ad un’ulteriore indagine per la stagione 2017/2018, per la quale potrebbero arrivare altre sanzioni, cosa che i legali del Milan avrebbero già capito e dunque si starebbero preparando a dovere. Il silenzio di questi giorni lasciava intendere un accordo tra Elliott e Nyon per cercare un percorso “condiviso” di rientro: l’idea di un ricorso al Tas indica invece che ancora non è stata trovata alcuna intesa formale.

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