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Teocoli: «Ibrahimovic? Lo seguo da quando era ragazzino. Sul Milan…»

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Teo Teocoli ha concesso una lunga intervista a Tuttosport, nella quale ha parlato del Milan, sua squadra del cuore

Teo Teocoli ha concesso una lunga intervista a Tuttosport. Ecco le parole del comico tifoso del Milan.

LA PARTITA CON LA LAZIO – «Domenica scorsa il Milan ha giocato benissimo. Ha fatto una partita d’attacco, rapidissimi dietro, bravi a rubare continuamente palla in mezzo al campo contro una squadra che ci ha sempre fatto soffrire in passato. Ho visto un Milan davvero straordinario. Siamo una bella squadra che in campionato può dire la sua mentre in Europa sarà più difficile».

IBRAHIMOVIC – «Mi spiace si sia fatto male e che probabilmente non ci sia domenica sera. I campioni come lui danno felicità a noi tifosi. Poi farà tre partite all’anno ma basta poco a noi tifosi per darci una gioia. Quando è entrato in campo lo stadio si è infuocato. Ha il carisma del grande campione. A 40 anni chissà quanti calci avrà preso. Maldini mi risponde sempre: “Non sai quanti ne ho presi io in carriera”».

STIPENDIO IBRA – «Se vale la pena pagarlo così tanto? Io lo paragono a Valentino Rossi: sono talmente importanti la sua immagine, la sua presenza, la sua storia e i suoi tifosi si accontentano. Sanno che c’è, che ti regala sempre una gara vera e magari un colpo da campione. E Ibrahimovic è lo stesso. Sono i campionissimi che ti danno una gioia solo a guardarli e poi basta vedere la sua esultanza, quella dello stadio, sembrava fosse esplosa una bomba. La gente ha bisogno di sognare e con Zlatan ci puoi ancora riuscire. Quando è in campo, alza le braccia e fa Dio mi fa impazzire. Lo seguo da sempre, da quando era ragazzino».

GLI ALTRI – «Ibra non è l’unico campione del Milan: ci sono Kessie, Theo Hernandez e Rebic, con quest’ultimo che lotta e combatte e fa i suoi dieci gol ogni stagione. Ci sarà Rafael Leao, che ha una corsa incredibile e ha talento, anche se oggi ha ancora troppe pause che ci fanno un po’ arrabbiare. Non c’è un campione assoluto, qualcuno probabilmente lo diventerà come Tonali, Tomori o Brahim Diaz. È una squadra di valore, con tanti giovani che possono diventare grandi».

LA SCOMMESSA – «Punto su Rafael Leao: è un bel campione, anche se deve crescere. È un giocatore che fa divertire, che entusiasma quando lancia il pallone in avanti e sfida il difensore».

RINNOVO KESSIE – «Non vorrei che andasse via a parametro zero anche lui come Donnarumma. Sarebbe una perdita che mi farebbe male».

I MERITI DI PIOLI E DELLA DIRIGENZA – «Sono tanti i meriti di Pioli. Arrivare in punta di piedi è stata la carta vincente, poi ci ha messo un grande lavoro, grande impegno. Ma non bisogna dimenticare nemmeno il più grande terzino sinistro di tutti i tempi Paolo Maldini. Il suo lavoro e quello di Boban sono serviti molto. Sono arrivati giocatori che forse conoscevano solo loro, ma sono stati bravi. E noi tifosi bravi a fidarci di loro. Compreso l’acquisto di Messias, credo possa essere una grande sorpresa».

L’AFFETTO PER MALDINI – «Maldini ebbe qualche “contrattempo” con i tifosi a fine carriera. Ci fu un momento freddo tra il Milan e Maldini. Ma lui è un uomo intelligente ma soprattutto leale e ha saputo aspettare il suo turno. Quando ha avuto l’occasione ha dimostrato il suo valore, di capire di calcio».

PIOLI RICORDA ANCELOTTI – «A Pioli manca solo la vittoria. Potrebbe vincere il campionato ma è quando si alza un trofeo internazionale che si entra nel gotha degli allenatori. Quando vinci una Champions League poi ti vogliono tutti, guarda Ancelotti. Stefano Pioli mi ricorda Carletto: è tranquillo, saggio, mai una parola fuori posto e non perde mai il controllo nemmeno in campo. I grandi tecnici sono così».

PRONOSTICO PER IL CAMPIONATO – «Vedo un Milan da podio. L’anno scorso sono arrivati secondi ma immaginare che siano obbligati a vincere forse è un po’ troppo. Dopo lo scorso anno ci aspettiamo delle conferme. E se si può un piccolo miglioramento… Basta poco».

PRIMA IN ITALIA – «Sarei felice di vincere prima di tutto il campionato. Dopo l’era Muntari non ci siamo più riusciti».

CHAMPIONS LEAGUE – «In Champions se facciamo fatica abbiamo molte attenuanti: manchiamo da tanto, abbiamo tanti giovani e una rosa forte, ma non come le altre. Ora sarebbe determinante riuscire a passare il turno, poi una volta che passi le partite a eliminazione diretta dipendono da tanti fattori, tra cui la fortuna».