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Editoriali

Quando il silenzio (stampa) vale più di mille parole

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Ilaria D'Amico

Le parole di Ilaria D’Amico e il conseguente silenzio stampa del Milan: ecco perché la società rossonera ha preso la decisione giusta

«Mi scuso perché per una mia frase il Milan non si presenterà ai nostri microfoni con alcun tesserato. La frase in questione è stata ‘Questa società ha fatto delle cose pazzesche se ci saranno tutte le coperture finanziarie’, ecco proprio per quel mio ‘Se’ il Milan stasera non parlerà ai microfoni di Sky. La decisione della società si commenta da sola».

No, cara Signora D’Amico quel “se” non è solo il principio di un’ipotesi ma è anche una sentenza se messo in bocca ad un leader d’opinione nell’ambito sportivo come lei. Chi è un attimo avvezzo di letteratura latina sa che persino una virgola può cambiare il senso di una frase: vale per la Sibilla e vale anche per lei; s’immagini come cambierebbe il senso – per restare in tema giornalistico – del titolo di giornale più importante della storia «La guerra è finita!» se ci fosse stato, neanche un “se”, bensì una semplice virgola a dividere due periodi: «La guerra, è finita!». Tutta un’altra cosa.
Il Milan con la propria decisione di non presentare alcun tesserato ai microfoni di Sky ha voluto evidenziare come il prevenuto scetticismo nei confronti della nuova proprietà cinese non solo evidenzi una malcelata scelta di campo, mai emersa in situazioni analoghe, ma abbia stancato nella sua defatigante reiterazione.
Le incognite degli investimenti cinesi nella fase del closing, all’epoca legittime, hanno dato il via ad un’escalation di titoli ad effetto e pretestuosi “se” che hanno accompagnato ogni singolo acquisto compiuto in questa sessione di calciomercato dal Milan. Ci dica Signora D’Amico in quali occasioni tali frasi sono state attribuite alla campagna acquisti di Inter e Roma, altre due società che, come il Milan, hanno radicalmente cambiato i vertici dei propri organigramma societari in questi ultimi anni accompagnando il tutto con ingenti somme di denaro?
La decisione presa da Fabio Guadagnini, addetto alla comunicazione del Milan ed ex giornalista proprio di Sky, è oltremodo giustificata a fronte di un’artificiosa instabilità veicolata attraverso la quotidiana e gratuita delegittimazione dell’operato di una società che sta contribuendo al rilancio non solo del Milan ma di tutto il movimento calcistico italiano.

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