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Milan Primavera, Abate: «Pensavo di fare il d.s.. Su Lazetic…»

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Ignazio Abate, allenatore del Milan Primavera, ha rilasciato un’intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport

Il tecnico del Milan Primavera Ignazio Abate parla così in un’intervista alla Gazzetta dello Sport. Le sue dichiarazioni.

FARE L’ALLENATORE – «Io pensavo sarei diventato un dirigente, infatti ho completato il corso da d.s. L’unica a non crederci era mia moglie. Mi diceva “farai l’allenatore”, e io: “No, impossibile”. Mi sono iscritto al corso solo per completare la formazione ed è stato un colpo di fulmine. Farfalle nello stomaco, vocazione che ti prende la testa. Mi capita che qualcuno mi parli e io guardo nel vuoto: sto pensando alla partita o alla squadra».

LAVORO IN PRIMAVERA – «Io sono convinto che stiamo gettando le basi per il futuro della Primavera. Io amo costruire da dietro e avere la palla perché è con la palla che si migliora. E faccio giocare i giovanissimi, senza paura di mandarli in campo con i più grandi».

COUBIS CAPITANO – «L’ho voluto responsabilizzare. Parla poco ma penso possa trainare il gruppo.»

EL HILALI – «Ora ha responsabilità: è il vice capitano. Mi aspetto tanto dal punto di vista mentale, per far crescere i compagni».

CHAKA TRAORÈ – «Ha qualità oltre la media e grandi doti fisiche. Può fare 20 gol all’anno ma deve trovare continuità».

LAZETIC – «Sono contento. È umile, ha atteggiamento positivo: è un esempio per tutti i compagni».

CUENCA E SCOTTI – «Cuenca è stato sfortunato, è arrivato senza preparazione e si è fatto male, ma ora ha quasi recuperato. Scotti, beh… è un 2006, l’ho portato in Primavera a 15 anni. Devi avere una personalità non indifferente per reggere».

PALLADINO E BOCCHETTI HANNO FATTO IL SALTO DALLA PRIMAVERA ALLA SERIE A – «Grazie ad allenatori come loro il livello della Primavera si è alzato molto»

ALLENATORE PREFERITO – «De Zerbi mi sembra un top. Io però sono fortunatissimo a lavorare vicino a Pioli, che umanamente è fuori dal normale e tatticamente all’avanguardia. Quando posso, mi fermo a vedere i suoi allenamenti o mi faccio spiegare come preparerà una partita. Mi apre la testa»

SUI RAGAZZI NEL 2022 – «Molto diversi da noi, forse più svegli, di sicuro con meno rapporti personali: sono sempre molto sui social, ma nel calcio valgono le regole di sempre. Devi fare gruppo, avere educazione e rispetto, sapere che se non soffri ora non potrai gioire domani. Alcuni mi guardano storto, poi capiscono che lo faccio per il loro bene. In generale li sento vicini, loro si confidano».

SUL CALCIO DEL FUTURO – «Sarà fondamentale leggere le situazioni tattiche individuali, che cambiano in un secondo. E il portiere sarà ancora più determinante».

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