Milan fuori dall’Europa League: forse a gennaio è meglio che qualcuno vada via

Calhanoglu
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Il Milan è fuori dall’Europa League, i rossoneri perdono 3-1 al Pireo lasciando anticipatamente la competizione continentale

Partita schizzofrenica quella avvenuta oggi al Pireo tra Olympiacos e Milan, i rossoneri sono stati puniti ben oltre i propri demeriti e i greci, al contrario, premiati molto più di quanto meritassero. La decide l’arbitro francese Bastien decretando un rigore totalmente inventato su trattenuta di Abate su Fetfazidis, uno di quei contatti che se sempre fischiati varrebbero circa 10 rigori a partita. E invece l’arbitro lo concede permettendo così alla compagine greca di trovare la rete della qualificazione a 10 minuti dalla fine. Una decina di minuti in cui il Milan prova ovviamente ad affondare ma la scellerata decisione di Gattuso di togliere Cutrone per far entrare Laxalt esclude nel forcing finale forse la freccia più letale attualmente presente all’arco del tecnico calabrese. Senza Cutrone e con Zapata centravanti aggiunto però il Milan non riesce ad essere pericoloso lasciando il campo al termine dei 5 minuti (solo 5 minuti di recupero nonostante la mezza dozzina di palloni entrati in campo nei minuti finali) tra le urla di gioia dei tifosi e giocatori dell’Olympiacos capaci di centrare con fortuna una qualificazione immeritata.

Il racconto della gara non si può però fermare agli ultimi minuti: all’errore di Gattuso nell’aver tolto Cutrone e nel rigore inesistente concesso da Bastien. Il racconto della gara deve passare anche dalla pessima prestazione (l’ennesima) di Hakan Calhanoglu di cui oggettivamente in questo momento è difficile riuscirne a trovarne l’utilità in questo Milan e alle coperture sbagliate di Castillejo colpevole in almeno due occasioni (una è costata un gol) di aver lasciato sguarnita la propria retroguardia. Gonzalo Higuain lascia il campo con rabbia, insieme ai suoi compagni, ma oggi l’argentino ha fatto discretamente bene ma senza trovare la rete, la cosa più importante se se ti chiami Pipita e se in estate pesa su di te un riscatto di 35 milioni dopo ben 18 già spesi dalla società che ti ha scelto. Questa sera hanno sbagliato in molti: dall’arbitro a Gattuso passando per Higuain, Calhanoglu e Castillejo. La verità è che il Milan si è trovato a giocare una partita complicata in uno stadio da sempre difficile (oggi vergognosa la tifoseria greca nell’aver utilizzato ogni sotterfugio possibile per perdere tempo) per colpe sue spalmate in un girone non impossibile che invece oggi ti vede uscire come terza su quattro.

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