Milan, Elliott possibile chiave di svolta: il fondo a garanzia di un impegno sicuro e concreto

Fassone
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Milan, Verdetto Tas, si riflette su ciò che il collegio arbitrale potrebbe valutare in maniera positiva per ribaltare la sentenza Uefa

Sale l’attesa per la sentenze Uefa nei confronti del Milan, in arrivo nel primo pomeriggio di oggi dal Tas di Losanna. Ci sarebbe un elemento chiave in questo groviglio burocratico, un elemento che il collegio arbitrale (il presidente, il tedesco Ulrich Haas; l’arbitro scelto dal Milan, lo svizzero Pierre Muller e quello dell’Uefa, l’inglese Mark Hovell) dovrà valutare per decidere se riammettere il Milan alle Coppe o confermare l’esclusione di un anno: una testimonianza che fissa un termine temporale chiaro. «Tipicamente i nostri investimenti durano almeno tre anni», ha dichiarato Franck Tuil, il manager di Elliott che per la prima volta di fronte agli arbitri del Tas ha sostenuto dal vivo la causa del Milan (davanti alla camera giudicante dell’Uefa la vecchia proprietà cinese non aveva voluto la presenza del fondo americano, che si era limitato a mandare una testimonianza, anche perché erano in corso le trattative, poi naufragate, per vendere il club). Dopo il default della vecchia proprietà gestita da Yonghong Li, gli altri argomenti che avevano portato all’esclusione potrebbero (secondo quanto sostiene il Milan) essere decaduti: non c’è più il finanziamento con una scadenza ravvicinata, il debito è nei confronti del proprietario e non più verso un soggetto terzo, il business plan sarà ampiamente supportato dagli investimenti di Elliott. Attenzione soprattutto alle parole di Fassone: «Tuil ha dato un ulteriore supporto alle tesi che avevamo già illustrato alla Uefa attraverso documenti. La presenza fisica in un momento come questo, con un cambio di azionista, è sicuramente significativa».

Ciò che al momento appare confortante e di buon auspicio è che gli arbitri avrebbero deciso, come previsto dal regolamento, di rivedere il caso «de novo».Era quello che sperava il Milan, che chiedeva che il dossier fosse rivisto da zero nella sua totalità. Il Tas quindi non si limiterà a valutare la sentenza dell’Uefa e a valutarne la congruità rispetto alle violazioni delle norme del fair play finanziario (per i bilanci 2015, 2016, e metà 2017). Congruità che il Milan ha sempre contestato nel confronto con altri giudizi verso club che avevano più debiti ma non sono stati esclusi dalle Coppe ( Uno su tutti il Psg con il quale sarebbero in corso anche operazioni di mercato). Certo la situazione del Milan con la “poca chiarezza finaziaria” della passata proprietà ha reso questo un caso speciale, capace di creare un precedente molto importante del quale la Uefa in futuro potrebbe dar conto ad altri club coinvolti nella stessa situazione. L’arrivo di Elliott, un fondo d’investimento, non cancella totalmente l’originalità della situazione, ma certamente fornisce basi più solide. Oggi, all’ora di pranzo, dovrebbe arrivare la sentenza, con uno slittamento causato dalla lunghezza dell’audizione di ieri a Losanna, durata dieci ore. Iniziata alle 9.30 con le dichiarazioni degli avvocati Cappelli, Aiello e Rigozzi per il Milan, e poi Yves Wehrli e Denis Waelbroeck per l’Uefa, è poi proseguita con la deposizione dei testi, 40 minuti per tutti (da Valentina Montanari, responsabile finanziaria, al consulente Ben Van Rompuy), un’ora e quaranta per Fassone, cui sono state rivolte molte domande. Non resta che attendere il responso.

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