Milan, è un vero e proprio paradosso Gattusiano

Gattuso
© foto www.imagephotoagency.it

Grinta e coraggio: su questi valori si pensava dovesse fondarsi il Milan di Gattuso. La realtà però racconta una storia diversa

La durissima batosta di giovedì sera ad Atene contro l’Olympiakos, che ha costretto i rossoneri ad abbandonare anzitempo l’Europa League, è uno scivolone che proprio non ci voleva. Il Milan infatti, tra mille difficoltà, aveva intrapreso un evidente percorso di crescita, incarnato poi dall’attuale quarto posto occupato in classifica. Il rischio ora è che la debacle europea possa compromettere il cammino del Diavolo anche in Campionato, ultima via di accesso rimasta per la Champions League.

NON È UN PROBLEMA TATTICO – Ciò che spaventa di più però di questa squadra non riguarda problemi di natura tecnica o tattica. Il Milan è una buonissima squadra in fin dei conti, ma totalmente priva di personalità. Può sembrare, di primo acchitto, una questione superficiale, ma non è affatto così: la trasferta di Atene ha dimostrato che ciò che ha sconfitto i rossoneri non è stata affatto la superiorità tecnica (inesistente) dell’Olympiakos, bensì quella di atteggiamento e di coraggio, che mischiate ad un ambiente calorosissimo hanno completamente annichilito i rossoneri. Il dato che evidenziava Gattuso alla vigilia del match, sottovalutato (anche giustamente) dai tifosi rossoneri, si è rivelato una triste verità: La squadra greca ha molta più esperienza europea di questo Milan, e la serata di giovedì ne è stata una limpida dimostrazione.

IL PARADOSSO GATTUSIANO – La verità è che questo gruppo è totalmente privo di carattere, di personalità e di grinta: tutte caratteristiche che l’anno scorso erano state preannunciate come il marchio di fabbrica del nuovo Milan di Gattuso. Il tempo e il campo infatti ci hanno raccontato una storia completamente diversa. Il tecnico calabrese, probabilmente per togliersi di dosso l’etichetta di condottiero tutto grinta e zero logica, ha combattuto sin dal primo giorno per creare una squadra che si basasse in primo luogo su una ferrea disciplina tattica e sul fedele rispetto delle regole da essa imposte. L’esatto opposto di ciò che da lui ci si aspettava. Certamente ciò ha costituito una lieta notizia per i tifosi rossoneri, che hanno così scoperto un Ringhio più maestro che condottiero. L’esclusiva attenzione agli aspetti formali potrebbe però aver portato una sorta di malattia all’interno della rosa del Diavolo, che infatti si è sì dimostrata “disciplinata”, ma totalmente priva “di palle”.

Troppe volte i rossoneri hanno acceso la luce a gara ormai compromessa, subendo sempre il dominio psicologico degli avversari. L’esempio di Atene è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi in cui la compagine di Gattuso viene divorata dall’intensità e dalla grinta degli opponenti. Lo stesso Ringhio ha ammesso nel post-partita la gravità del problema, promettendosi di lavorarci in settimana. Noi ci allineiamo con le parole del tecnico rossonero, ribadendo l’importanza di risolvere tale questione, che dopo essere stata inizialmente sottovalutata, è divenuta ormai un autentico paradosso Gattusiano.