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Kalac: «Al Milan c’è da fare solo una cosa, Donnarumma mostruoso

Alberto petrosilli

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Kalac

Kalac ha analizzato il rendimento del Milan in questa stagione raccontando anche qualche aneddoto dei suoi anni in rossonero

Intervistato tramite podcast dalla Gazzetta dello Sport, Zeljko Kalac ha raccontato le sue sensazioni sul Milan di oggi elogiando in particolare Gigio Donnarumma e ha poi raccontato molti aneddoti legati ai suoi anni a Milanello:

SUL RITORNO IN CAMPO: «Ho fatto mezza partita per una squadra dove mio papà ha iniziato la sua carriera. Se giocavo tutta la partita non riuscivo più a camminare (ride, ndr). Mi sono divertito, è stato bello tornare in campo. Il giorno dopo non lo è stato (ride, ndr). A 48 anni è difficile giocare».

SUL MILAN DI OGGI: «Lo seguo. Quest’anno sta facendo bene, nonostante gli ultimi mesi abbia fatto fatica. È una squadra giovane che lotta e che fa bel calcio. Sono belli da vedere. Speriamo che il prossimo anno torni il vero Milan».

SU DONNARUMMA: «”È forte, ha carattere. È un mostro quando è in porta. Come Dida. Può diventare uno dei migliori portieri al mondo, è ancora molto giovane, non è ancora arrivato al top».

SUL VECCHIO MILAN: «Era uno spogliatoio divertente. Era una squadra basata sul lavoro e fatta per vincere».

SU PIRLO: «La gente non lo conosce. Con Gattuso, Kaladze, Oddo e Inzaghi era sempre in mezzo agli scherzi e ai casini di spogliatoio».

UN EPISODIO SIMPATICO: «Stam un giorno prese Inzaghi e lo buttò nella vasca. Se Jaap perde la testa è finita… ».

SULLA MENTALITA’ VINCENTE DEL MILAN: «Maldini e Costacurta sanno meglio di me il significato di indossare la maglia rossonera. È una squadra fatta per vincere, tutti vogliono farlo… e devi. Questa è una mentalità unica. Tutto sembrava più facile ai miei tempi, anche grazie alla calma di Ancelotti».

SU SILVIO BERLUSCONI: «Se non vincevi due partite, iniziava la crisi e veniva a Milanello. Ci diceva che avevamo tutto a disposizione e che dovevamo solo giocare bene e vincere».

SU IBRA: «Lui è importante, migliora tutti gli altri. Finché potrà giocare, lo farà al top».

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