Gattuso: «Turnover? Qualcosa cambierò ma senza fare troppi danni. Maldini ha ragione...» - Milan News 24
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Gattuso: «Turnover? Qualcosa cambierò ma senza fare troppi danni. Maldini ha ragione…»

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Gattuso conferenza

Intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della gara contro l’Empoli, Gennaro Gattuso ha parlato della possibilità di fare qualche cambio tra i titolari

Gennaro Gattuso in conferenza stampa ha parlato della sfida di domani sera contro l’Empoli partendo da un paragone con Nereo Rocco: «Ieri il mio dovere l’ho fatto, sono andato con la mia tazzina di caffè a salutare la statua a lui intitolata. Lui aveva un rapporto sano con i propri giocatori, la stessa cosa la faccio anche io. Coccolo particolarmente i giocatori che in questo momento stanno giocando poco». 

I TIFOSI – «Da parte mia c’è grande preoccupazione, domani non sarà per nulla una partita facile. Iachini è un allenatore bravo e domani c’è da soffrire. Voi parlate di crescita ma la crescita si vede in questo tipo di partite. Sarà una partita molto complicata». 

ASSENZA DI SUSO – «Paqueta se state vedendo in qualche occasione sta già facendo l’esterno d’attacco scambiandosi con Calhanoglu. Può fare la mezzala, la terza punta e anche l’attaccante esterno. Domani vedremo senza sottovalutare il fatto che avremo tre partite in otto giorni». 

GESTIRE I GIOCATORI CHE RIENTRANO – «Occorre essere bravi, a volte è difficile cambiare quando le cose vanno bene. Occorre però dare qualche occasione ai giocatori che stanno giocando meno premiando chi si allena sempre con abnegazione. Qualcosa cambieremo ma senza fare danni». 

ARMONIA – «Le delusioni sono dietro l’angolo, non bisogna sfidare la buona sorte pensando che adesso tutto è più facile. Non si deve mollare senza pensare a cosa succede in casa degli altri». 

ELOGI – «Io la vivo male ‘sta roba qui. Non voglio i complimenti: debbo ringraziare la squadra, i giocatori stanno bene e lavorano alla grande. Anche quando parlavano male di me leggevo poco, faccio questo lavoro perché credo di saperlo fare. So quali sono le mie caratteristiche, so cosa posso dare all’interno di un gruppo. Massacrano allenatori che hanno vinto tanto, ormai il calcio è così: ci sono tanti tifosi da tastiera, bisogna crescere giorno per giorno e non dare retta a chi scrive e a chi parla». 

LA FAME IN CAMPO – «Non parliamo più di Higuain, parliamo dei giocatori che stanno qui. Questo non è il Milan di Gattuso o di Piatek, è il Milan di tutti: dai dirigenti ai tifosi. I meriti di questa crescita è trasversale e riguarda ogni aspetto. Questa squadra gioca bene ma può crescere ancora tantissimo. Siamo arrivato ad un bivio adesso e occorre dare continuità a quello che stiamo facendo. Lo step che dobbiamo superare adesso è proprio questo».

POLEMICHE SULLE COMPETENZE DELLE DONNE – «Io tre volte a settimana parlo con un allenatore molto preparato come Carolina Morace: ci confrontiamo e nascono sempre spunti molto interessanti. Per il resto a me la formazione la fa mia moglie».

GIOCARE DI RIMESSA – «L’Atalanta la devi subire un po’, giocavano in casa e stavano bene. Vero che l’approccio è stato un po’ remissivo ma le palle gol le abbiamo create sempre noi. Questa squadra può migliorare ma per il tipo di gioco che stiamo facendo subire un poco ci può stare. Concordo tuttavia sul fatto che ci sono ancora 3-4 cose da migliorare». 

MALDINI E GAZIDIS – «Da allenatore è a volta più difficile parlare con i Presidenti o i proprietari, con loro però ho un confronto a 360 gradi. Parliamo sempre, alcune cose non le condividiamo ma cerchiamo sempre di trovare un compromesso per far rendere al massimo il club. I confronti che abbiamo sono sempre molto positivi, loro sono stati bravi a farmi crescere sotto questo aspetto qui». 

COPPA ITALIA – «Noi ora dobbiamo pensare solo all’Empoli, poi penseremo alla Lazio e al Sassuolo. Domani voglio vedere lo stesso approccio che abbiamo avuto con il Cagliari. Con Iachini non si scherza, è un allenatore che quando preparare le partite è sempre minuzioso. L’Empoli è stato rigirato come un calzino, ha cambiato anche l’assetto tattico ed è una squadra che sui calci piazzati può farci soffrire». 

RAPPORTO CON I DIRIGENTI – «Non andate alla ricerca di false storie. A volte discuto con mia moglie con cui sto insieme da 21 anni, è normale in un confronto avere delle visioni diverse su certe cose. Paolo ha detto bene, ci rispettiamo e ci conosciamo da anni. Il confronto fa parte del lavoro ed è meglio averlo che non averlo». 

APRIRE UN CICLO AL MILAN – «Io non vado così avanti con la fantasia. Io oggi debbo passare dai risultati così come i miei giocatori. Ci sono tanti ragazzi giovani, alcuni in scadenza. Il mio lavoro è mettere in condizione tutti di fare bene, oggi, non tra 3-4 anni». 

GRANDI ALLENATORI – «Noi abbiamo grandissimi allenatori ma occorre anche premiare i giocatori lavorando con un criterio. A volte è più importante qualche giorno di riposo rispetto all’allenamento assiduo. Ieri, per fare un esempio, ha corso più la Juventus che l’Atletico: la cosa più importante è far muovere il pallone. L’Atletico è una squadra che difende in maniera incredibile e che quando riparte sa giocare a calcio benissimo. Simeone è riuscito a far rendere la propria squadra in maniera incredibile, c’è un numero impressionante: 400 partite e 200 e passa clean sheet, non è un caso. Quando si parla di Cholismo non bisogna soffermarsi solo sulla fase difensiva ma anche su come attacca. E’ una formazione che sa giocare in due modi diversi quando è in possesso di palla e quando invece difende». 

PAQUETA E PIATEK – «Leo e Paolo hanno fatto due acquisti splendidi. Chiaro che quando si lavora sul mercato occorre prendere giocatori funzionali ma in questo senso possiamo essere sereni. Con loro siamo in buone mani». 

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