E adesso di che parliamo…

Kessie Piatek Calhanoglu
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Il Milan vince contro la rivale più agguerrita per il quarto posto e lo fa sciogliendo ogni dubbio: torna il gol di testa e torna Calhanoglu

In settimana sono state diverse le tematiche affrontate dalla nostra redazione ma in generale dal “agenda setting” dei media legati al mondo calcistico o, ancora più prettamente, al Milan. I risultati sorridono e sorridevano al Diavolo che recentemente (prima della gara di Bergamo) aveva portato a sei le gare senza sconfitte ma continuavano a permanere alcune problematiche legate, ad esempio, al digiuno di quasi un anno di Hakan Calhanoglu; la gestione della rosa da parte di Gattuso o il deficit della formazione rossonera relativo alle reti di testa e su calcio piazzato.
Ma, tutto questo, prima di stasera. 

Oggi a Bergamo il Milan non solo ha battuto la più agguerrita concorrente per la corsa al quarto posto ma l’ha fatto giocando in trasferta: sbancando quel fortino che solo poche settimane fa aveva visto sprofondare persino l’invincibile Juventus di Cristiano Ronaldo. Il Milan questa sera ha vinto sapendo soffrire e sfruttando nel primo tempo la strepitosa qualità del proprio centravanti che con una vera e propria magia ha mantenuto a galla i propri compagni dentro una gara che sembrava insabbiarsi verso l’ennesima occasione mancata.

“Piatek salva il Milan” sarebbe stato il nostro titolo se la gara si fosse conclusa nel primo tempo ma, come detto, stasera sono stati tanti i dubbi sciolti da Gattuso e soci. Nella ripresa i rossoneri scendono in campo con lo stesso undici ma con un piglio totalmente diverso, più agguerrito e pericoloso, con un Calhanoglu che scaglia verso Berisha un tiro forte e preciso come non accadeva da molto tempo: per la precisione da un anno, dall’ultimo gol segnato in maniera praticamente identica sempre in trasferta ma all’Emirates Stadium. Ma non finisce qui, il Milan questa sera vuole proprio toglierci il mestiere e dopo le critiche (a dire il vero molto leggere) per i pochi gol segnati su calcio piazzato, cosa fa? Segna su calcio d’angolo e di testa. Sempre Piatek ma almeno questa non è più una novità.

I cambi di Gattuso poi sono un capolavoro dietro l’altro: prima Cutrone che subentra al mattatore polacco giocando gli ultimi 20 minuti con il solito “dente avvelenato” meritandosi la fiducia di compagni e dell’intero ambiente; Castillejo e Laxalt sono energie fresche che permettono al Milan di non soffrire neanche un istante sul finale.
Bravo Milan, bravo Calhanoglu e bravo Gattuso. Ma ora mettetevi nei nostri panni: di che parliamo?