Scoppia il caso Conti? Ecco perché Gattuso non lo schiera

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Il caso Conti sta iniziando ad assumere contorni particolare: il terzino non gioca e Gattuso ancora non sembra intenzionato a dargli fiducia

Andrea Conti è una delle molte pedine che hanno fatto parte del mercato faraonico orchestrato da Fassone e Mirabelli. Dopo una produttivissima parentesi all’Atalanta infatti il terzino si è trasferito in rossonero, ma la sfortuna ha deciso di giocare con lui un brutto scherzo, anzi due: il doppio infortunio al ginocchio ha costretto il numero 12 rossoneri ad uno stop lunghissimo. Oggi però il peggio è passato e già da alcune settimane Conti è a completa disposizione. In campo però Andrea non si è ancora visto molto, anzi a dire la verità l’abbiamo visto ben di rado. Gattuso cerca di non creare allarmismi e una conferenza stampa dopo l’altra continua ad evitare il problema, tentando di sdrammatizzarlo.

UN PROBLEMA DI NATURA TATTICA – La verità che si nasconde sotto però è sostanzialmente una, e ben precisa: il tecnico calabrese in questo momento ha trovato la quadratura del cerchio, con un equilibrio tattico e difensivo assolutamente invidiabile e al momento non ha alcuna intenzione di spostare le carte. Conti perciò nelle gerarchie arriva dopo sia a Calabria che ad Abate, entrambi ritenuti più funzionali dell’ex Atalanta, che non è attualmente in grado di soddisfare le esigenze difensive che invece Ringhio richiede. La dimensione del numero 12 del Diavolo è quindi quella del panchinaro e per adesso sembra che a Gattuso vada bene così.

CHE PECCATO VEDERLO COSI’ POCO – Quando infatti la partita entra nelle sue fasi conclusive e il risultato deve ancora essere conquistato, il tecnico calabrese ha individuato in lui la perfetta carte per scompaginare le difese avversarie (vedi gli assist contro Sampdoria e Genoa). Domenica a San Siro arriva il Cagliari e ancora una volta Calabria dovrebbe essere favorito su Conti. Non sappiamo che piega possa assumere questa faccenda, possiamo solo attenderne gli sviluppi. Certo è che vederlo così poco in campo è un peccato.