Champions, riforma 2024: sistema complesso e perplessità dilagante in tutta Europa.

Uefa Champions League
© foto www.imagephotoagency.it

Champions, come potrebbe cambiare lo scenario europeo, l’Europa intera frena di fronte alla proposta della Uefa interamente bocciata

Champions League dal 2024 ed una competizione in più, oltre all’ormai collaudata Europa League. Un sistema che non piace quasi a nessuno e che molto probabilmente se la vedrà con la resistenza delle principali leghe europee, ancora perplesse sul nuovo format che sempre di più assomiglia ad un vero e proprio campionato continentale come la NBA americana. Andiamo nel dettaglio come riportato da Tmw.

LE PRIME RESISTENZE- La Premier League, prima di tutto. Quello inglese, ad oggi, è il campionato più ricco del mondo se si pensa che per i diritti TV 2018-19 l’Huddersfield, ultimo classificato, ha incassato 96 milioni di sterline. Il Tottenham, finalista di Champions ha guadagnato 104 milioni di euro dalla UEFA mentre dalla Premier ben 145. Più partite internazionali significherebbe meno partite nazionali e un girone di Champions da 8 squadre sarebbe visto come un intralcio, soprattutto adesso che il campionato nazionale è in crescita ed offre ogni anno emozioni differenti.

GERMANIA- Scetticismo condiviso anche in Bundesliga, il Bayern si è schierato con gli altri club tedeschi e questo ovviamente è tutto un dire. Il numero di partite e il sistema di qualificazione alla Champions che andrebbe a svalutare il piazzamento in campionato non piace e non convince. Siamo a due.

SPAGNA- c’è addirittura una lettera da parte della Spagna indirizzata al segretario generale Michele Centenaro: Athletic Bilbao, Atletico Madrid, Siviglia, Real Sociedad, Valencia, Villareal e Malaga hanno fatto fronte comune contro la riforma proposta dall’organo europeo.

FRANCIA NON DA MENO– È di stretta attualità l’uscita anche del presidente della Francia, Emmanuel Macron, in uno scontro con il presidente UEFA Aleksandr Ceferin proprio per i motivi sopra elencati.

RIVEDERE I POSTI PER LE PICCOLE- Una proposta che non piace nemmeno ai piccoli club: i  4 posti che verrebbero assegnati attraverso i campionati sono pochi ovviamente ed è già stato proposto in riunione di calibrare l’assegnazione dei posti.

UNA NUOVA COMPETIZIONE-  Partiamo subito con il presupposto che alle televisioni non piace, in termini strettamente remunerativi. Un torneo che allo stato attuale verrebbe finanziato dalla Champions League per dare la possibilità alle rappresentanti dei club dei campionati minori di fare esperienza internazionale. Una soluzione che non consentirebbe mai a queste squadre di giocare contro le grandi. Andiamo a vedere numericamente come potrebbero cambiare le prossime competizioni europee.

CHAMPIONS LEAGUE- 32 partecipanti; 4 gruppi da 8; Le prime quattro si qualificano agli ottavi di finale e all’edizione seguente della Champions League; La quinta si qualifica all’edizione seguente della Champions League; Sesta e settima giocano il playout, la vincente si qualifica all’edizione seguente della Champions League. La perdente scende alla fase a gironi dell’Europa League seguente; L’ottava retrocede in Europa League, partendo dai playoff.

EUROPA LEAGUE- 32 partecipanti; 8 gironi da 4 squadre; La prima accede direttamente agli ottavi di finale; Seconda e terza spareggiano, la vincente approda agli ottavi di finale;  Le quattro semifinaliste vengono promosse in Champions League (limite di una squadra per Paese)

EUROPA LEAGUE 2- 64 partecipanti suddivisi con criteri geografici; 16 gironi da 4 squadre ciascuno suddivisi in 4 aree: Nord, Sud, Est e Ovest; Ogni area farà un torneo a sé: avanzano le prime due di ogni girone, dando vita a quarti di finale, semifinali e 4 finali dalle quali usciranno le promosse in Europa League.