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Bonaventura: «Ibra mi ha ridato la voglia. Doha il ricordo più bello»

Mario Labate

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Giacomo Bonaventura ha parlato della sua notte più bella con la maglia del Milan e dell’apporto di Zlatan Ibrahimovic in questa stagione

Giacomo Bonaventura ha lasciato il Milan dopo sei stagioni. Ecco le sue parole a SportWeek partendo dal ricordo più bello: «Doha, sicuramente. Un trofeo è un premio per tutti quelli che lavorano in società, non solo per allenatori e giocatori, ed è bello vedere la felicità nei loro occhi».

SU IBRA – «È un grande. Quando è arrivato mi ha trasmesso un entusiasmo e una voglia che mi mancavano da un po’. Ho iniziato la stagione che stavo recuperando dall’infortunio al ginocchio del novembre di due anni fa. Non avevo quasi fatto la preparazione precampionato ed ero un po’ giù di tono, non solo muscolare. Quando a gennaio ho visto arrivare Zlatan, mi è tornata la voglia di spaccare il mondo. Io e lui eravamo i due vecchietti della squadra e lui, che pure ha parecchi anni più di me, diceva scherzando che il più vecchio ero io. È entrato in gruppo in punta di piedi, con umiltà, senza pretese, guadagnandosi il rispetto di tutti e con il lavoro e le prestazioni in partita. Quello che fa in campo lo vedono tutti, ma la differenza la fa la sua intelligenza. E non mi riferisco a quella calcistica. E poi è uno molto divertente. Ha dato sicurezza. Lo vedi grande e grosso lì davanti, sai che nei momenti difficoltà puoi buttare la palla su, che ci pensa lui. Ci ha aiutato tanto. La sua presenza ha dato consapevolezza, specie ai più giovani. In allenamento è un terremoto, mette pressione, fa stare tutti più attenti».

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