Abate, Ibra lo vorrebbe a Los Angeles: giusto lasciarlo andare?

Abate Cutrone
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Abate ed il grande dubbio che vale una vita, ovvero rimanere a Milano oppure provare un’esperienza del tutto innovativa con Ibra

Ignazio Abate, una prima parte di stagione da protagonista per lunghi tratti, anche lui “reinserito” in un progetto emergenza, dopo gli infortuni di Musacchio e Romagnoli che tuttavia hanno fatto si che il difensore rossonero riconquistasse la fiducia di buona parte del popolo rossonero. Stando a quanto rivelato da Sportmediaset.it, Abate, in scadenza di contratto, sarebbe cercato insistentemente da Zlatan Ibrahimovic, suo amico ed ex compagno di squadra, il quale vorrebbe convincerlo a trasferirsi ai Los Angeles Galaxy. Dalla sua il Milan vorrebbe trattenere il laterale campano, offrendo però uno stipendio dimezzato rispetto a quello attuale. Giusto cederlo e lasciare che si goda gli ultimi anni di una carriera come straordinaria? Qualche giorno fa, Abate aveva rilasciato un’intervista dove toccava con entusiasmo i diversi punti di svolta del mercato di Gennaio rossonero.

SU PIATEK – «E’ un talento che è partito forte, lo accogliamo a braccia aperte in un gruppo sano, capirà cosa significa indossare questa maglia, che è pesante ma bellissima, solo chi l’ha indossa può capire le emozioni che ti da’. Arriva in una famiglia»

SU PAQUETA’ – «Mi ha impressionato per la tranquillità e la personalità con cui gioca. A livello fisico sta dimostrando che può fare la mezzala, un ruolo molto dispendioso. A livello tecnico è un giocatore molto forte. Credevo avesse bisogno di due o tre metri di ambientamento, invece sembra che sia con noi da due o tre anni. I meriti sono soprattutto suoi, perché se non hai capacita’ tecniche e morali non riesci ad avere un impatto del genere. Mi auguro che migliori sempre di più e ci aiuti a raggiungere l’obiettivo»

SU GATTUSO – «Sta diventando più equilibrato, non reagisce più di pancia. Sul campo ha già dimostrato che è un grande allenatore. E’ migliorato nella gestione, è bravo a creare gruppo. Non cerca alibi quando siamo in emergenza, e questa credo che sia la mentalità dei vincenti».