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Yonghong Li tornato ad Hong Kong, si pensa all’ingresso di un socio di minoranza per ammorbidire la UEFA

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Il blitz di Yonghong Li a Milano è servito a schiarire le idee del Patron cinese in vista della sentenza UEFA prevista per metà giugno, ora si valuta l’ingresso di un nuovo socio di minoranza già individuato

Come vi abbiamo riportato nelle scorse ore Yonghong Li in questi giorni era presente a Milano in gran segreto (leggi Yonghong Li a Milano) per dare un’accelerata significativa alla questione debito con Elliot.  Ricordiamo che il debito nei confronti di Elliott, totale 303 milioni piu il 15% di interessi, è diviso tra il debito della parte bassa (A.C. Milan, 120 milioni, facilmente rifinanziabile) e quello della parte alta (180 milioni della Rossoneri Luxembourg) sul quale proprio in questi giorni ha lavorato il presidente cinese in stretto contatto con Marco Fassone. 

Ma secondo quanto riportato da Premium Sport la grande novità riguarda una ipotesi da sempre scartata da Li Yonghong, la possibilità di essere affiancato da un socio di minoranza, forse già trovato. Gli indizi in questo senso sono scarsi, ma non si tratterebbe di una società, bensì di una persona fisica e non cinese. Indubbiamente non sarà facile chiudere una delle due operazioni prima del periodo 18-20 giugno, quando si riunirà a Nyon la Adjudicatory Chamber per il processo al Milan, ma sarebbe, secondo i dirigenti rossoneri, una preziosa carta per ammorbidire la sentenza nei confronti del club milanista. ECCO LE POSSIBILI SANZIONI DELLA UEFA.

A far storcere il naso alla UEFA infatti ci sarebbe la poca trasparenza relativa al patrimonio del Patron cinese e la poca certezza di continuità aziendale del Milan dopo ottobre, mese in cui Elliot potrebbe subentrare a Yonghong Li nel caso non rientrasse totalmente dal debito stipulato in estate per acquisire la società rossonera. La presenza di Yonghong Li a Milano rappresenta una presa di posizione diretta da parte del presidente del Milan che adesso intende metterci la faccia in modo fattuale per sovvertire una sentenza, quella della UEFA, che sembra già scritta. Intanto i 10 milioni, fermi da venerdi in Lussembrugo, per l’aumento di capitale nelle prossime ore arriveranno nelle casse rossonere attraverso Shanghai e non Hong Kong.