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Shevchenko a Radio 24: «Scudetto dell’Inter? Non mi fa tanto piacere»

Mario Labate

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Sheva

Shevchenko a Radio 24 nel corso della trasmissione Tutti Convocati: le parole della leggenda rossonera su Milan News 24

Intervenuto a Radio 24 nel corso della trasmissione Tutti Convocati, Andrij Shevchenko ha parlato del suo Milan e di quello attuale presentando  il libro scritto assieme ad Alessandro Alciato:

«Abbiamo cercato di raccontare la mia storia miscelando il tutto ai miei sentimenti. Scudetto dell’Inter? Non mi fa tanto piacere però dico che sono stati bravi. L’Inter ha fatto un buon campionato con una voglia di vincere e un allenatore che conosco bene e stimo tanto. Il Milan quest’anno ha l’obiettivo di arrivare in Champions League, ieri hanno fatto una buona partita (contro il Benevento ndr) ora gli aspetta un finale di stagione importante. Si deve sempre essere positivi e credere».

LA DYNAMO – «Lobanovs’kyj ha costruito tre generazioni, la nostra è forse stata quella meno sperimentale. Per noi è stato più facile perché gran parte del suo lavoro l’aveva già fatto. Lui mi ha messo sulla strada giusta. Essere una star di quella squadra è stato fantastico, quando lui è arrivato eravamo un grande gruppo di ragazzi che giocava insieme da diversi anni. Lui ha creduto in noi costruendo una bellissima squadra. Lui era chiamato colonnello perché la disciplina era forte, eravamo sempre in ritiro. Al mese avevamo forse due giorni liberi». 

MILANO – «Sono venuto qui non per ballare o fare feste, avevo le idee chiare su cosa fare e dove arrivare. Quello che ho trovato è stato strepitoso dai compagni ai tifosi, San Siro con la maglia del Milan è una sensazione fantastica. Avevo un metodo di lavoro diverso perché il mio fisico aveva bisogno di mantenere i ritmi che avevo alla Dynamo. Sapevo poco di tattica».

BERLUSCONI – «Ho imparato tanto da lui, Berlusconi è stato molto importante nella mia vita. E’ stato il primo che c’ha creduto. Sia lui che Abramovich non sono persone attaccate ai soldi perché per vincere nel calcio devi spendere. Avevano visione e fame per vincere e per questo lo sono».

SUPERLEGA «Non capisco questa formula perché il calcio non è fatto solo di grandi squadre. E’ stato giocando la Champions League con la Dynamo che sono potuto venire al Milan e vincere. In un campionato di sole grandi squadre le piccole non possono vivere». 

GALLIANI«Quando è venuto a vedermi quando giocavo alla Dynamo si è preso tanto freddo e io non ho neppure giocato una grande partita. Da allora siamo amici».

NOTTE DI MANCHESTER – «Ero sicuro e deciso. Quando l’arbitro ha fischiato io non ho sentito il fischio, questo spiega il mio sguardo. Ero molto concentrato e deciso nel fare gol, c’è sempre la possibilità di sbagliare ma era la nostra giornata, quella finale sarebbe stata nostra».

SEMIFINALE CONTRO L’INTER – «Una tensione e un’aria incredibile che si respirava già quattro giorni prima del match, mi manca quell’atmosfera a Milano nei giorni prima del derby. Difficile da percepire in altre circostanze». 

CT DELL’UCRAINA«Inizialmente credevo di non essere pronto, sono felice di aver scelto di affidarmi a persone come Mauro Tassotti. Amo il mio lavoro. Pirlo? Grandi vittorie arrivano anche da momenti difficili, i miei primi due anni non sono stati facili. Ora abbiamo ottenuto quello che la federazione chiedeva da noi ma per arrivare a certi risultati si deve far passare del tempo».

IN ITALIA DA ALLENATORE – «Mi piacerebbe allenare, quando la mia avventura con l’Ucraina finirà allenerò un club. Dopo mi guarderò intorno e vediamo».

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