Serie A: Roma-Fiorentina può essere ripetuta per errore tecnico?

© foto Veretout, autore di una doppietta contro la sua ex squadra

Ha fatto infuriare il presidente Commisso il rigore subito nel finale a Roma tanto da paventare l’ipotesi di ricorso per errore tecnico

Tutti i tifosi del Milan avranno seguito con interesse Roma-Fiorentina di ieri sera, non fosse altro per continuare a sperare nella qualificazione diretta ai gironi di Europa League possibile solo in caso di aggancio in classifica sui giallorossi. Il calcio di rigore che ha deciso la sfida nel finale ha fatto nuovamente scivolare i rossoneri a -4, una distanza difficilmente colmabile in sole due partite.

Ma oltre alla delusione dei tifosi rossoneri, c’è anche la rabbia da parte di chi quel rigore l’ha subito, ovvero la Fiorentina, ed in particolare del presidente Rocco Commisso che ha tuonato contro i vertici arbitrali e non solo. Ma cos’è successo? L’arbitro Chiffi, al minuto 87, ha sanzionato con un calcio di rigore un contrasto tra il portiere viola TerracianoDzeko che aveva già calciato il pallone destinato sul fondo (ma ancora all’interno del terreno di gioco al momento del contatto che dunque resta sanzionabile, ndr). Il contrasto è classico di quando il portiere esce incontro all’attaccante, difficile sostenere sia un intervento meritevole di calcio di rigore ma già la scorsa settimana, in Genoa-Lecce, è stato assegnato un penalty molto simile per un contrasto tra Perin e Lapadula. Ma la Fiorentina non lamenta la decisione di accordare il rigore, bensì quanto accaduto poco prima sull’azione che ha portato al rigore stesso. Al limite dell’area l’arbitro tocca il pallone e, se fino all’anno scorso questo non avrebbe comportato nulla (tanto che si è sempre detto che l’arbitro in campo è come un palo, ndr) da quest’anno il regolamento è cambiato e, in alcune circostanze, il tocco del direttore di gara comporta un’interruzione del gioco e la ripresa con una rimessa da parte dello stesso.

A specificare quali siano queste casistiche interviene la Regola 9 che, al Punto 1 specifica in quali casi il tocco dell’arbitro porta ad un’interruzione del gioco. I casi sono 3: 1) una squadra inizia un attacco promettente 2) il pallone entra direttamente in porta o 3) cambia la squadra in possesso del pallone. Nel caso di specie, possiamo scartare i casi 2 (il pallone non entra in porta) e 3 (il tocco dell’arbitro avviene in mezzo ad un passaggio tra giocatori della Roma e ci resta dunque il caso 1, ovvero l’inizio di un attacco promettente. E’ sulla parola ‘inizio’ che si genera un problema di applicazione della norma. Appare evidente, come sostengono quelli della Fiorentina che, se da lì è nato un calcio di rigore, allora il gioco andava fermato ma, nel caso di specie, la Roma aveva appena colpito un palo e stava attaccando con costanza, motivo per cui si può sostenere che l’attacco promettente fosse iniziato prima del tocco dell’arbitro e non dopo. Dunque, la presenza della parola ‘inizia’ all’interno della Regola 9 fa rientrare l’episodio all’interno della valutazione soggettiva che rientra nella discrezionalità dell’arbitro e dunque non può portare alla ripetizione della partita causa ‘errore tecnico’.

Di seguito il video dell’episodio incriminato: