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Filippo Inzaghi: «Vi racconto il mio Manchester Utd-Milan»

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Filippo Inzaghi ha rilasciato una lunga dichiarazione riguardante la sfida tra Milan e Manchester Utd, ecco le sue parole

Filippo Inzaghi, ex attaccante rossonero, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport, ecco le sue parole su Manchester Utd-Milan:

Sul ricordo di Milan-Manchester: «Mi vengono in mente subito tre cose. Gli sguardi sul pullman: eravamo tutti concentratissimi. La pioggia: durante il primo tempo venne giù un temporale incredibile. La gente: San Siro è sempre speciale, ma quella sera lo fu ancora di più».

Su chi ci perde di più se il tifoso o il calciatore: «Bella domanda e difficile risposta. Io credo che alla fine ci rimetta di più il calciatore, perché il tifoso può almeno vedere la partita in tv mentre chi gioca non può godersi il sostegno della gente e nemmeno può immaginarselo in modo significativo».

Sul fascino del match: «Grandissimo. È il fascino delle maglie. In tutto il mondo conoscono il Milan e il Manchester United. Chiunque indossi quei colori sa che è atteso da un compito speciale e gratificante, ma anche da una notevole responsabilità. Quando giochi una partita come questa in uno stadio imponente, anche se vuoto, sai già che puoi vincere o perdere, ma di sicuro crescerai».

Sul Manchester Utd favorito: «In questo tipo di incontri non esistono favoriti. E se esistono, il pronostico conta fino a un certo punto.Bisogna solo correre e lottare per 180 minuti e poi tirare le somme».

Su come se fosse una finale anticipata: «Arriva troppo presto ed è un peccato. Di sicuro chi passa il turno avrà una grande spinta. Ai ragazzi del Milan auguro soprattutto di godersela: queste emozioni ti restano dentro e ti arricchiscono. Io tifo per loro».

Sul Milan: «Mi piace Molto. Sta facendo un campionato strepitoso e sono colpito dall’entusiasmo che trasmette quando gioca. Si vede che i ragazzi hanno voglia di correre, di attaccare, di riportare in alto il club. Sono sicuro che l’anno prossimo il Milan ritroverà il palcoscenico della Champions».

Su quali giocatori dell’attuale Utd potevano giocare in quel Manchester del 2007: «Difficile fare confronti, sono già passati quattordici anni che nello sport sono tantissimi. Però sicuramente Rashford è un attaccante di grandissimo livello e Pogba, nonostante qualche difficoltà, ha le qualità del campione».

Sul 3-2 del 2007 e la spinta verso la partita perfetta: «Sicuramente ci diede una carica particolare, perché a Old Trafford avevamo dimostrato di non essere inferiori e volevamo confermarlo a San Siro giocando una partita eccezionale. Cosa che per fortuna ci riuscì».

Sulla spinta alla finale di Atene: «Eh sì,a qualificarsi per la finale ventiquattro ore prima di noi fu il Liverpool, ossia la squadra che ci aveva inflitto una delusione tremenda nel 2005 a Istanbul. Aspettavamo quella rivincita, la volevamo fortemente. E il Manchester United pagò anche il nostro desiderio di rivalsa sui Reds».

Sulla finale contro il Liverpool: «Quella sera contava solo vincere e non è un modo di dire. Però è chiaro che la doppietta al Liverpool resta nel mio cuore per tanti motivi. Ricordo bene che, appena dopo la vittoria con il Manchester, Berlusconi e Galliani mi dissero di cominciare a pensare solo alla finale di Atene perché avrei dovuto fare la differenza. Aver reso felici loro e i tifosi del Milan mi riempie di orgoglio ancora adesso».