Cisse attaccante è stato un esperimento fallito e ci si chiede se Camarda poteva avere qualche minuto. In generale sembra evidente che ci sia un problema 9 senza Ramos
Serata complicata in Europa League per il Milan, sceso in campo contro il Bournemouth dovendo fare a meno dell’infortunato Gonçalo Ramos. Per ovviare all’assenza del centravanti portoghese, il tecnico Rúben Amorim ha optato per una mossa a sorpresa: invece di affidarsi al sostituto naturale Francesco Camarda, ha preferito adattare nel ruolo di “falso nove” il giovane Alphadjo Cisse, lasciando la punta classe 2008 inizialmente in panchina.
A detta dell’allenatore lusitano, l’esclusione del giovanissimo attaccante è stata dettata esclusivamente dalle caratteristiche tattiche dell’avversaria, pensata per non dare riferimenti alla difesa inglese. Tuttavia, la mossa tattica si è rivelata nei fatti un esperimento fallito. Cisse ha faticato a trovare la posizione e a incidere nell’economia della manovra offensiva dei rossoneri, complice anche una gara inevitabilmente condizionata dall’episodio chiave: l’espulsione di Mike Maignan, che ha costretto il Milan a giocare per oltre sessanta minuti in inferiorità numerica.
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Seppur con tutte le attenuanti del caso e all’interno di un contesto tattico fortemente compromesso dall’uomo in meno, la gestione del reparto d’attacco lascia aperto più di un interrogativo. In molti si chiedono se non ci fosse comunque lo spazio per concedere almeno qualche minuto a Camarda, anche a gara in corso, per garantire un peso specifico e un punto di riferimento di ruolo davanti. La situazione era innegabilmente complessa, ma la sensazione è che l’azzardo di Amorim non abbia ripagato le attese, riproponendo con urgenza il tema dell’alternativa di ruolo al centro dell’attacco rossonero.
In generale sembra evidente che ci sia un problema attaccante, perché senza Goncalo Ramos non c’è un uomo pronto per fare reparto, anche in situazione complesse come quelle di ieri.