MN24 – Pennestri: «Il Milan femminile con Boquete ha alzato l’asticella»

Boquete
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Milan femminile: abbiamo intervistato in esclusiva Alessandro Pennestri, procuratore di Veronica Boquete, Jane e Salvatori Rinaldi

Il Milan femminile è attualmente secondo in classifica, a sole tre lunghezze dalla Juventus di Rita Guarino capolista. Ieri, ha fatto il suo esordio con la maglia rossonera Veronica Boquete. La numero 87 milanista è riconosciuta come la giocatrice più longeva in Spagna, soprattutto a livello di gol. Per questo motivo abbiamo intervistato in esclusiva Alessandro Pennestri, procuratore della top player nativa di Santiago di Compostela, rappresentante italiano della LTA Agency, che lavora anche con Salvatori Rinaldi, Jane e Piazza, oltre a Pedersen della Juventus.

Ci può descrivere il passaggio di Veronica Boquete al Milan, le prime sensazioni della giocatrice quando ha saputo del club rossonero e l’arrivo in Italia?

«La calciatrice, ovviamente, è sempre stata interessata all’evoluzione del calcio femminile in Italia, seguiva il nostro campionato, e certo l’interesse di un club tanto prestigioso come il Milan, non può che averle fatto molto piacere. Viene in Italia, dopo esperienze importanti in Cina e Stati Uniti, e questo non potrà che giovare a tutto il movimento».

In che tipo di ruolo/posizione in campo vedreste Boquete?

«Lei è una calciatrice molto duttile, ha giocato in vari ruoli in attacco ed a centrocampo. Io, personalmente, sono convinto che sia una eccezionale trequartista, con fiuto del goal e che sa sempre cosa va fatto negli ultimi 15 metri. Ma sarà sicuramente mister Ganz a trovarle una collocazione idonea e proficua per il gruppo».

Boquete è riconosciuta come la giocatrice più longeva in Spagna soprattutto a livello di gol, ha vinto quattro trofei europei, su tutti la conquista della UWCL nella stagione 2014/2015 con la maglia del FFC Francoforte, curriculum di grande rispetto insomma. Il Milan ha sfiorato due volte la qualificazione alla Champions, pensa che con Boquete la situazione possa cambiare? Quanto ha guadagnato il Milan con il suo arrivo?

«E’ evidente che il Milan, con questo acquisto (come con la rosa costruita in estate), stia mandando un segnale evidente di una volontà chiara di crescita. E’ un club che ambisce a palcoscenici internazionali, e l’arrivo di Vero non può che essere una ulteriore occasione di miglioramento per un gruppo che ha già dimostrato di essere all’altezza. Un gruppo va valutato sempre nella sua interezza. Non sono solo 11 le calciatrici che scendono in campo in un campionato, ma molte di più, e quindi una rosa ampia, completa, e piena di talento fa da sempre la differenza. La dirigenza ha messo in piedi ora, un gruppo eterogeneo, e sicuramente di valore, in una stagione oggettivamente particolare vista la situazione che tutti stiamo vivendo, e di questo gli va dato merito».

Boquete, Dowie, Simic: tre giocatrici che hanno vinto 13 titoli in tre, il mercato del Milan è stato eccellente. Potrebbero le rossonere puntare a qualcosa in più di una “semplice” qualificazione Champions?

«Come detto, sono certo che questa rosa “ampia” sia stata costruita proprio per fare un salto di qualità, non so quanto possa essere sufficiente, o cosa accadrà nel prossimo futuro, ma sono ormai tante le giocatrici di talento in questa squadra, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti».

Un paio di domande se possibile anche su Jane e Salvatori Rinaldi.

Salvatori Rinaldi è finalmente tornata titolare contro il Napoli, disputando una buona gara, le è mancato solo il gol. Lo scorso anno, la sfortuna (infortunio al piede) e il lockdown hanno bloccato la sua crescita al Milan, ma ha conquistato la prima convocazione con la Nazionale italiana. Quali sono state le prime sensazioni di Debora, quando ha ritrovato la maglia da titolare?

«Lei è una gladiatrice, la porto ad esempio per le più piccole, come modello di temperamento e perseveranza, sempre una professionista impeccabile, capace di superare le mille difficoltà che la carriera di una sportiva ti presenta nel tempo. E’ un buon segnale sul suo rientro in campo, e la maglia della nazionale è stata un segnale importante per le sue aspettative. E’ sempre disponibile col mister e con il gruppo, e lui sa che può contare su di lei, una calciatrice di valore, che se anche fosse utilizzata a partita in corso, da un contributo evidente all’inerzia della gara. Il goal arriverà presto, lei se lo merita, per abnegazione e professionalità non è seconda a nessuno».

Proprio di “giovani leve” vorrei chiederle. So che la sua agenzia ha creato un progetto specifico per le Under di tutta Italia, lo Youth Horizon Project. Ce ne può parlare?

«Certo, e ti ringrazio per la domanda. E’ stato sempre nel nostro DNA quello di aiutare qui in Italia il movimento ad una graduale crescita e sviluppo, che potesse supportare quanto si stava facendo in ambito federale e di Serie A. Lo abbiamo immaginato come un progetto di supporto alle giovani calciatrici, alle loro famiglie, ed a quei Club che sono alla ricerca di una professionalità che nel femminile non deve essere una chimera. Con la supervisione della Technology Soccer School (TSS) del prof. Giannotti (ex Preparatore atletico del SSC Napoli da Mazzarri a Sarri), abbiamo predisposto un percorso personalizzato che le giovani calciatrici possono intraprendere, seguite da professionisti del calcio maschile, dando a chiunque (con il talento giusto), di poter usufruire di servizi tecnologici e specifici dii un atleta pro anche se non il proprio Club non riesce a supportarti in modo completo. Noi aiutiamo queste calciatrici a crescere, sapendo li dove vorrebbero andare (nei grandi Club), quali sono le specifiche necessarie, e con la nostra esperienza le aiuteremo a raggiungere il proprio traguardo».

Immagino sia troppo presto per parlare di rinnovo, ma possiamo dire che Salvatori Rinaldi il prossimo anno sarà ancora una giocatrice rossonera?

«Siamo appena ad inizio campionato, lei ha dimostrato di essere legata a questi colori, ma sappiamo anche che sono discorsi prematuri oggi. Fare bene in campo, oggi, aiuterà nel prossimo futuro a fare le giuste considerazioni».

Parliamo di Jane, meglio nota come Fifi. Lo scorso anno (2019) è giunta per sostituire una certa Manuela Giugliano, non di certo una passeggiata, ma lei, dopo i primi problemi di ambientamento (lingua e schemi tattici), è riuscita nettamente a dimostrare le due doti balistiche. Ora al centro del progetto rossonero, perno inamovibile per Ganz. Può dare ancora di più o siamo arrivati al limite massimo delle sue prestazioni?

«Lei è un grande profilo tecnico, può giocare in diversi ruoli del centrocampo, e la sua duttilità sarà sicuramente un arma in più a questo Milan che sta mutando e cambiando col tempo. Per i “piedi” che ha, ritengo che possa anche giocare in fase più avanzata, e con la nazionale spesso gioca li, ma fa benissimo il regista basso davanti alla difesa, e come filtro. Io credo che abbia ancora molto da mostrare al calcio italiano, e poi, non da sottovalutare, anche lei è un esempio per le giovani, sia qui che nel suo Paese».

Se possibile una battuta su Pedersen: quanto è importante avere una giocatrice come la danese in squadra? E in che ruolo potrebbe eventualmente adattarsi? Ricordo il gol vittoria contro la Fiorentina, decisivo per le sorti del campionato 2018/2019, è di fatto fondamentale per Rita Guarino.

«Sofie, è il prototipo del centrocampista moderno. Fisico, tecnica, e padronanza del ruolo. E’ una di quelle calciatrici che tutti vorrebbero avere nel proprio team, e poi è sempre disponibile. Una ragazza matura, e nel contempo un profilo tecnico».

Chi secondo lei è il team favorito alla vittoria finale dello scudetto e chi può sognare la qualificazione alla prossima Champions League?

«A mio avviso la Juventus rimane la squadra da battere, per mentalità e rosa è ancora un passo avanti agli altri, ma tutti hanno fatto passi avanti nella loro rincorsa. Il Milan come detto ha le carte in regola per insidiarle al titolo, ma non sottovaluterei né la Fiorentina di mister Cincotta (al di la dei risultati il gruppo che allena è di primo livello), ed il Sassuolo di Piovani (giovani e sfrontati come il Sassuolo dei Squinzi ci ha insegnato a vedere nel maschile); aggiungerei anche la Roma che ha le doti per recitare un ruolo importante, anche se ha fatto qualche passo falso in passato».

Per concludere chi può puntare alla promozione dalla Serie B alla Serie A femminile?

«In B, quest’anno è uscito un girone niente male. Se il Covid non “spaiasse” le carte vedremmo (come non succedeva da tempo) un campionato equilibrato e pieno di spunti interessanti. La voglia di ”competere” con le grandi ha fatto sviluppare progetti molto interessanti, vedo sicuramente bene le “corazzate” Como e Lazio, che hanno speso e messo a disposizione degli allenatori bei gruppi, ma non sottovaluterei Orobica e Tavagnacco, sia anche per blasone e competenza, ma la vera sorpresa potrebbe essere quel Pomigliano, tanto sottovalutato ad inizio stagione e che con la forza delle idee e dopo aver saputo “gestire” il passaggio di competenze dal maschile, ha mostrato di non essere club e squadra da sottovalutare (a dispetto delle dichiarazioni di facciata dei dirigenti su ipotetiche salvezze all’ultima giornata)».