Cutrone come Inzaghi, il paragone della Uefa non è così azzardato

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Oggi il sito della Uefa ha voluto celebrare Patrick Cutrone definendolo “Il Pippo Inzaghi di Como”, un paragone azzardato ma che poggia le basi su solide somiglianze

Il sito ufficiale della Uefa oggi ha voluto celebrare Patrick Cutrone, capocannoniere del Milan, autore di ben 5 reti in Europa League, descrivendolo come il Filippo Inzaghi di Como. Centravanti di 20 anni, Cutrone si è sin da subito saputo ritagliare la nomea di stella nascente del calcio italiano prendendosi a suon di prestazioni e gol la maglia da titolare del Milan, proprio la stessa che fu del proprio mentore ai tempi della Primavera Filippo Inzaghi che lo descrive così: «Ha grinta, è umile e lavora sempre sodo. Lui sa cosa occorre fare per stare a certi livelli. Diventare famoso non cambierà la sua mentalità, l’umiltà è la sua principale forza. Nella sua testa ci sono solo due cose: il Milan e i gol. Può fare molto. »

«Non mi piace mai perdere, voglio vincere anche nelle partite di allenamento» musica e parole di Patrick Cutrone che anche in questa occasione dimostra una somiglianza di atteggiamento con il leggendario numero 9 Super Pippo, calciatore che anche l’esperto ex capitano rossonero Riccardo Montolivo conosce bene: «Spero che il 2018 sia l’anno di [Patrick] Cutrone. È stata una bella sorpresa, ma dobbiamo ricordare che la parte più impegnativa arriva ora, tutti si aspettano molto da lui ma Patrick ha la mentalità giusta, quindi sono certo che ce la farà. »

Effettivamente il paragone effettuato dalla Uefa non è così azzardato, Inzaghi al contrario di Cutrone ha già scritto pagine indimenticabili della storia milanista ma arrivato a vestire il rossonero già in piena maturità (28 anni) mentre per Patrick la possibilità di lasciare il segno sarà direttamente proporzionale alla sua crescita individuale come calciatore. Tuttavia dal punto di vista fisico Cutrone sembra rispecchiare notevolmente le caratteristiche del centravanti moderno capace di giocare indistintamente sia fronte che spalle alla porta, poi l’istinto da bomber, qui sì che Inzaghi era maestro, non gli manca affatto come dimostrato dai recenti “gol di rapina” messi a segno contro Lazio e Inter.

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