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Bargiggia a MN24: «Superlega discriminante ma la UEFA non dia lezioni»

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Paolo Bargiggia ha rilasciato qualche dichiarazione in esclusiva ai nostri microfoni sulla nuova Superlega Europea. Ecco le sue dichiarazioni

Paolo Bargiggia ha rilasciato qualche dichiarazione sulla nuova Superlega Europea ai microfoni di MilanNews24. Ecco di seguito l’intervista completa.

La SuperLega è formata da club che finanziariamente navigano in pessime acque. Ieri sera il presidente del Real Madrid Florentino Perez ha dichiarato che questa competizione è la strada per salvare il calcio. È davvero così, la SuperLega è una strada inevitabile per i club europei?

«La Superlega è inevitabile per salvare i conti di questi club, non per salvare il calcio. Poi il calcio negli ultimi decenni è sempre stato quanto di meno equo, democratico e solidale ci fosse. Io il fenomeno cerco di guardarlo senza fare ipocrisia, è inutile adesso gridare allo scandalo. Dov’era la gente quando nel calcio italiano non c’era un equa distribuzione dei diritti TV o quando i grandi club dopavano i bilanci con le plusvalenze. I campionati nazionali sono stati in piccolo ciò che vuole essere la Superlega, ovvero una competizione antidemocratica dove vincevano sempre i più ricchi e quelli che si potevano permettere di sforare. Se i club di calcio fossero stati delle aziende avrebbero chiuso per bancarotta fraudolenta. La Superlega non mi scandalizza, ma non ci raccontino che lo fanno per salvare il calcio. Tutte le novità che hanno promesso non succederanno così come non sono mai successe nel campionato italiano. Se pensiamo a tutti i passivi che hanno i top club, non possiamo credere alla favola di Cappuccetto Rosso.»

La creazione di questa nuova lega arriva dopo una lunga battaglia sui diritti TV su Champions League e Serie A. L’entrata in scena di una competizione con un appeal decisamente maggiore che ripercussioni può avere?

«Se la UEFA e la FIFA faranno ciò che hanno promesso a livello di sanzioni e potranno escludere questi club dai campionati nazionali, allora i diritti televisivi andranno ridiscussi. Non credo che Dazn vorrà dare 840 milioni l’anno per una Serie A senza Juventus, Inter e Milan. C’è però da capire quali sono i margini in termini di diritto sportivo che la UEFA e la FIFA hanno per poter fare questa cosa. Qui come per la questione delle convocazioni dei giocatori a Mondiali ed Europei si prospetta una battaglia legale pazzesca. Non credo che i club coinvolti torneranno indietro e non credo che la UEFA abbia la forza di poter dare più soldi dopo che cambiano la formula della Champions per cercare di gudagnare più soldi. Credo che per i diritti TV della Superlega rientreranno in gioco piattaforme come Amazon e Disney. Poi per la Serie A c’è da aspettare il bando per le tre partite ma ora è tutto aperto.»

Uno dei punti di domanda sul meccanismo della SuperLega è l’entrata ogni anno di 5 squadre in base a meriti sportivi. Ancora non sono chiari i criteri, ma il fatto di mantenere 15 squadre fisse nella competizione rischia di creare un gap?

«In questo senso i campionati nazionali diventeranno ancora meno importanti. Se negli ultimi anni la Juventus ha vinto 9 Scudetti di fila ora divento meno competitivo con la presenza di questi club. Se venissero esclusi sarebbe competitivo ma con meno appeal. Si va a creare un solco tra l’elìte ed i campionati minori perchè ci sarà meno interesse e meno sponsor. Da qualsiasi parte la si guardi a prescindere creerà disuguaglianze ancora maggiori. Le 5 squadre che verranno invitate poi non lo saranno per meriti prettamente sportivi, ma per bacino d’utenza dei tifosi. Il Milan per esempio non fa la Champions dal 2014, ma è dentro per meriti di status e quando prevale quest’ultimo e chiaro che ci sono discriminazioni. La chiave di lettura è in quello che viviamo a livello sociale. C’è un arricchimento verso l’altro di chi se lo può permettere mentre una realtà medio-bassa che è spazzata via. La pandemia ha accelerato questo processo verso la Superlega, ma se ne parla dagli anni ’80, i passivi derivano da una cattiva gestione precedente.»

Molto duro sulla questione è stato il presidente della UEFA Ceferin, che non ha risparmiato qualche attacco anche personale verso Andrea Agnelli ed Ivan Gazidis. Che idea si è fatto sulle sue dichiarazioni?

«A livello etico il più pulito ha la rogna. La UEFA non può dare lezioni di moralismo dopo che ha preso in giro club e tifosi con il Fair Play Finanziario, facendolo aggirare da PSG e Manchester City. Da anni poi hanno abbandonato il concetto di meritocrazia, cambiando formula alla Champions per andare incontro agli elettori. Chiaro che Ceferin per ruolo quelle cose deve dirle, ma facendo la tara morale nessuno è inattaccabile. Andrea Agnelli a livello umano ha fatto i suoi interessa sia con l’ECA che non la Serie A. Appena ha capito che per fare la Superlega doveva esserci una Lega debole ha mollato i fondi. Ora però insieme a J.P. Morgan per finanziarla ci sono altri due fondi, uno spagnolo ed uno americano, che sono gli stessi che il presidente della Juve aveva combattuto in Italia.»

La partecipazione porterà nelle casse del Milan centinaia di milioni di euro. Alla luce di questo, possono cambiare alcune dinamiche di calciomercato e sui contratti? Ad es. non sarà più un problema dare 4 milioni in più a Donnarumma per il rinnovo

«Adesso fare previsioni è difficile. Di sicuro questi club non investiranno i soldi che arriveranno nella crescita del sistema, faranno come hanno sempre fatto, spenderanno di più e pagheranno di più i giocatori. Chi guadagnerà veramente da questa rivoluzione saranno i grandi procuratori. I Raiola ed i Mendes guadagneranno ancora di più perchè hanno una posizione dominante e ricattatoria verso questi club. Per i club italiani il rischio è un effetto boomerang. Se la Juventus esce con Porto, Lione ed Ajax, l’Inter da due anni che non supera il girone ed il Milan non fa la Champions dal 2014 il rischio è che in Superlega raccogliamo le briciole. Ci sarà comunque una predisposizione dei club ad accontentare le richieste dei calciatori come Donnarumma e bisognerà vedere se il Milan manterrà la propria filosofia etica di avere una condotta salariale. Su Donnarumma e Calhanoglu resta il disturbo della Juventus, chiaro che la Superlega mischia le carte in tavola.»

A questo punto con quale interesse si può seguire questo finale di stagione in campionato sapendo che di fatto per la corsa Champions Milan e Juventus non fanno più testo dato che parteciperanno alla SuperLega?

«È un peccato perchè capita in un’annata in cui la corsa alla Champions è interessante. Il rischio è che a livello inconscio venga falsata, certe squadre possono tirare i remi in barca, ma la questione è ancora troppo nebulosa con il tema delle sanzioni ancora in gioco, il rischio di vedere un finale di stagione con poco appeal è minimo. Ceferin ieri ha usato dichiarazioni dure, oggi ha detto che sono disposti a parlarne dunque non sappiamo ancora bene cosa succederà. Secondo me la Superlega alla fine si farà, ma vedo difficile un ultima parte di campionato poco competitiva perchè ora come ora nessun club sa di che morte morirà.»

Un grazie di cuore per la cortesia e la disponibilità mostrataci.