L'analisi di Zazzaroni sul Milan di Ruben Amorim
HANNO DETTO

L’analisi di Ivan Zazzaroni: la rivoluzione di Cardinale e i dubbi sulla squadra di Amorim

Zazzaroni, sulle colonne del Corriere dello Sport, analizza così il Milan di Amorim dopo le due vittorie in campionato

Sulle colonne del Corriere dello Sport, il direttore Ivan Zazzaroni si è soffermato sul Milan commentando il successo ottenuto dalla formazione guidata da Ruben Amorim contro il Venezia. Riflettendo sui cambiamenti radicali vissuti dal club rispetto alla squadra scudettata del 2022, il giornalista evidenzia come il gruppo sia ormai quasi del tutto rinnovato, con pochissimi superstiti rimasti in rosa tra cui Maignan, Tomori (attualmente ai margini del progetto), Gabbia e Saelemaekers.

L’era attuale porta l’impronta netta di Gerry Cardinale, un vero e proprio punto esclamativo sulla gestione societaria. Negli ultimi mesi il patron americano è apparso estremamente presente, trattando direttamente cessioni e acquisti con un approccio diretto e tipicamente d’oltreoceano, basato su decisioni nette e un linguaggio insolito e spiazzante.

I limiti tecnici evidenziati dal campo e l’impatto dei cambi

Il nuovo Milan non è ancora pienamente giudicabile, anche perché le scelte legate alla gestione della rosa hanno spinto Amorim a rinunciare inizialmente al tasso tecnico di giocatori come Rabiot, Pulisic e Saelemaekers, lasciando in panchina perfino Moreira. L’undici iniziale schierato contro il Venezia è apparso sulla carta inferiore rispetto a quello della passata stagione per potenziale tecnico e personalità, sebbene non per dinamismo.

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La prima parte di gara ha confermato questa impressione, con la squadra di Stroppa che ha concesso spazi solo a causa di qualche sbandata difensiva. La svolta del match è arrivata nella ripresa proprio grazie agli ingressi dalla panchina di Adrien Rabiot e Alexis Saelemaekers, con quest’ultimo autore dell’assist decisivo per Gonçalo Ramos. Pur evidenziando come i sei punti in classifica siano attualmente la cosa più importante, Zazzaroni invita alla cautela sul piano del gioco, sottolineando che l’identità tattica di Amorim necessita ancora di tempo per esprimersi pienamente.

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