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Shevchenko, lettera al calcio: «Piango per il nostro bellissimo gioco»

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Shevchenko, lettera al calcio: «Piango per il nostro bellissimo gioco». L’ex calciatore del Milan sul calcio, sull’Ucraina e non solo

Andrey Shevchenko scrive una lettera aperta al calcio. Il giocatore ex Milan parla di calcio e non solo in una pagina intera pubblicata sul Times, come riportata da La Repubblica.

IL CALCIO E L’UCRAINA – «Guardo la Coppa del Mondo e non appena vedo quel magico rettangolo verde e la palla che rotola, tutta la mia vita sembra tornare indietro in un secondo. In un batter d’occhio vedo migliaia di foto e colori, come un film surreale e fantastico. Le lacrime hanno bagnato la mia patria Ucraina per mesi, con la tristezza che sfida le nostre lezioni d’infanzia che un uomo non piange mai. Ma quelle che stanno uscendo in questo momento, mentre scrivo questa lettera, sono di tipo diverso. Queste lacrime sono fatte di un’altra profonda emozione, il mio amore per il nostro bellissimo gioco. Scrivo questo biglietto di ringraziamento dall’oscurità e dal vuoto che sarebbero totali se non fosse per il calcio, un fratello maggiore che ti dà la forza per andare avanti con la tua vita, anche dopo aver visto quanto sia fragile»

DAVIDE CONTRO GOLIA – «Non sono il tipo di persona che esprime facilmente le emozioni. So benissimo che ognuno di noi va a letto e si sveglia con i propri pensieri, problemi e dilemmi. Tuttavia, sento il bisogno di scrivere questa lettera d’amore alla cosa più bella del mondo. Inizierò ringraziando quegli appassionati e quei geni che, più di 150 anni fa, nelle scuole pubbliche inglesi, hanno ideato e progettato quello che sarebbe diventato un gioco popolare. In quelle scuole si fondevano valori educativi, collettivi e sociali e mettevano in gioco la loro anima. Un pensiero nobile che il calcio ha seguito da allora. Perché il calcio è un ideale. Una partita che ci fa sognare in grande, dove siamo tutti uguali e dove Davide batte spesso Golia in quei 90 minuti. Una terra senza confini»

LA SUPERLEGA – «Per i veri tifosi, non importa se la loro squadra gioca in Serie C, Bundesliga o Premier League. Sognano e vivono la loro passione, trasmettendola ai propri figli, generazione dopo generazione. Per questi e mille altri motivi, quella follia egoistica chiamata Superlega è stata spazzata via in soli due giorni. Innanzitutto dalla furia dei tifosi. Da gente che vive il calcio dalla mattina alla sera. Da persone che vanno a dormire e si svegliano pensando: ‘Quando è la prossima partita?’. Le stesse persone che dormono con le magliette della loro squadra e indossano con orgoglio le sciarpe delle loro squadre al lavoro. Chi voleva cambiare questo non ha mai sentito l’odore dell’erba di un campo da gioco, non ha mai davvero tifato sugli spalti, e non sa cosa si prova in uno spogliatoio o in una partita ostile fuori casa. Nonostante tutti i loro milioni, queste sono persone povere che non riescono a capire la vera bellezza e il potere del gioco del calcio. Fortunatamente, il mondo è rimasto unito nel difendere la storia e i principi del calcio»

LA SUPERLEGA – «Per loro, il calcio è ‘noioso’ e deve cambiare per adattarsi alla loro idea di ‘divertente’. Così sono finiti come meritavano, persi nel vuoto dei loro pensieri vuoti. Lo ammetto, i leader politici di tutta Europa mi hanno sorpreso capendo cosa significa il nostro bel gioco per la società moderna. Da uomo di calcio li ringrazio tutti. Mio caro calcio, con questa letterina voglio ringraziarti per tante cose che mi hai insegnato e che mi hai dato! Grazie per il privilegio di giocare negli stadi più belli del mondo e nelle competizioni più straordinarie. Grazie per avermi donato i compagni e gli amici con cui ho vissuto e condiviso migliaia di battaglie. Grazie per i grandi avversari dai quali ho imparato tanto. Grazie alle sofferenze e alle sconfitte, mi hanno reso più forte. Grazie anche per gli allenatori, le nostre figure paterne, che ci hanno guidato verso una corretta crescita. Grazie per le coppe e gli scudetti vinti, soprattutto per la Champions League. E grazie per la gioia dei gol, quella è immensa come nessun’altra»

LA GUERRA IN UCRAINA – Tuttavia, ti offro un ringraziamento speciale per avermi permesso di rappresentare il mio paese, la mia amata Ucraina. Come capitano, ho indossato la nostra maglia blu e oro sia ai Mondiali che agli Europei. Potrei usare qualsiasi parola per descrivere questa sensazione, ma non gli renderebbe mai giustizia. Caro calcio ho avuto la fortuna di averti e di non perderti mai, di amarti così profondamente come il primo giorno che ti ho incontrato per le strade di periferia della mia Kiev. Oggi, ancora più forte che mai. Grazie mille, amico mio. Ti voglio bene. Infine, un grande grazie, dal profondo del mio cuore, a ciascuno di voi per essere stati così gentili e per essere stati vicini alla mia gente in questi tempi bui. Stiamo combattendo la battaglia della nostra vita per difendere le nostre case e il nostro paese – conclude Shevchenko -. Slava futbolu, Slava Ukrayini!»

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