Carlo Pellegatti ospite di TMW Radio: «Dopo tre mesi ci sono dubbi sul modulo e sulle scelte di mercato. E serpeggia l’ombra di Conte»
Il pareggio rimediato sul campo del Sassuolo continua a far discutere l’ambiente rossonero, sollevando interrogativi profondi sulla reale tenuta del progetto tecnico e sulle scelte tattiche di Ruben Amorim. Nel corso del suo intervento in diretta come ospite della trasmissione Maracanà su TMW Radio, il giornalista e storico tifoso del Milan Carlo Pellegatti ha espresso forte preoccupazione per la mancanza di una rotta definita da parte della squadra in questo avvio di stagione.
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Analizzando la confusione tattica emersa anche al Mapei Stadium – dove i rossoneri sono passati in corsa dalla difesa a quattro vista con il Lecce al sistema a tre – Pellegatti ha stroncato l’operato del tecnico portoghese: «Quello che in questo momento preoccupa non è un progetto in costruzione, è che non si vede il progresso di questo processo. Hanno chiesto pazienza, ma se sei partito con il 3-4-2-1, poi passare da questo al 4-4-2, che è il modulo usato dagli allenatori che subentrano per salvare le squadre che stanno per retrocedere… Il 4-4-2 può capitare durante una partita, ma così mi preoccupa. Non si vede un progresso, sono passati tre mesi e siamo ancora lì».
Le perplessità sul mercato e il paragone con il passato: «Ora c’è l’ombra di Conte»
Il focus dell’analisi si è poi spostato sulle scelte di mercato operate dalla dirigenza e avallate dall’allenatore, con considerazioni critiche sul pedigree dei recenti rinforzi arrivati in rosa: «Poi Amorim ha puntato su giocatori che cronatisticamente uno era riserva dell’Atalanta e un altro del Fulham. E bisogna farsi delle domande così».
In chiusura, Pellegatti ha descritto il clima di crescente insofferenza che si respira tra la tifoseria milanista, tracciando un parallelo con le stagioni precedenti e le pressioni inevitabili che circondano la panchina del Diavolo: «Il tifoso comincia a fare come due anni fa: due anni fa c’era Allegri, adesso c’è l’ombra di Conte».