Anche Ordine difende Rabiot: «Non sono parole violente, ma dense di brutale realismo»
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Anche Ordine difende Rabiot: «Non sono parole violente, ma dense di brutale realismo»

Anche Ordine difende Rabiot. Il giornalista ha commentato su Il Giornale le discussioni di questi giorni sulle dichiarazioni del centrocampista francese

o sfogo di Adrien Rabiot dopo la vittoria del Milan contro l’Atalanta continua a far discutere. Il centrocampista francese aveva manifestato tutta la propria rabbia per il calo della squadra nella parte finale della partita, quando i rossoneri hanno rischiato di compromettere un successo che sembrava ormai acquisito.

Dopo il commento di Giancarlo Marocchi, che aveva definito le parole del francese «di una violenza pazzesca», è arrivata la presa di posizione di Franco Ordine. Sulle pagine de Il Giornale, il giornalista ha difeso Rabiot, interpretando il suo intervento come una fotografia lucida dei problemi del Milan e, soprattutto, della sua mentalità.

LO SFOGO DI RABIOT È STATO UTILE AL MILAN – «No, le frasi di Adrien Rabiot, una carriera scandita da successi con i club e la sua nazionale, non sono ‘di una violenza pazzesca’ (dixit Ciccio Marocchi a Sky sport). Sono invece di una utilità fondamentale perché raccontano un tratto autentico dell’ultimo Milan e perché denunciano il deficit che da qualche tempo sta infliggendo al club un rendimento insufficiente per la storia e per gli investimenti nel frattempo profusi in modo generoso dalla proprietà senza raccogliere frutto alcuno. Rabiot, rimasto a presidiare quel poco rimasto in piedi del castello rossonero, ha segnalato il deficit di mentalità che può spiegare, retroattivamente, il calo improvviso e rovinoso che alcuni mesi prima fece scivolare il Milan di Allegri dalla Champions considerata raggiunta all’Europa league.»

PAROLE DURE MA DI BRUTALE REALISMO – «Non sono parole violente, sono parole dense di brutale realismo che devono suonare come una benedizione per chi abbia voglia di apprendere la lezione, riconoscere i propri limiti e mettersi di punta per non ricadere nello stesso errore. Perché da qui alla sosta di novembre, ci sarà da chiedere ai componenti della rosa, ai più giovani e ai debuttanti, il meglio delle risorse a disposizione per reggere l’urto del calendario che prevede un viaggio dopo l’altro, una partita dopo l’altra. Per fortuna (del Milan) Amorim, opportunamente informato in anticipo, ha approvato l’intemerata di Rabiot schierandosi dalla sua parte».

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Secondo Ordine, dunque, il messaggio lanciato da Rabiot rappresenta un’occasione per il Milan di prendere consapevolezza dei propri limiti e correggere gli errori mostrati nel finale contro l’Atalanta. Anche Ruben Amorim, sottolinea il giornalista de Il Giornale, avrebbe condiviso il senso dello sfogo del centrocampista francese.

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