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Moggi tuona: «Ora Fratelli d’Italia, ma nel 2006 sussurravate di Calciopoli»

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Moggi: «Ora Fratelli d’Italia, ma nel 2006 sussurravate di Calciopoli». L’editoriale dell’ex dirigente della Juve su Libero

Alcuni estratti dell’editoriale di Luciano Moggi su Libero sui successi della Nazionale ad Euro 2020.

«Cantiamo “Fratelli d’Italia” e poi ci azzanneremmo tra fratelli, siamo invidiosi delle fortune altrui al punto da intralciare le carriere dei fortunati – con le buone ma anche con le cattive maniere – come se coloro che sanno crearsi una fortuna siano marziani da eliminare. Siamo questi e nessuno ci potrà mai cambiare. Se prendiamo in antipatia una persona, quella persona è morta. Se è simpatica gli è concesso tutto. Nel nostro Paese impera la critica e chi critica è considerato un tuttologo. (…) Ha preso in mano un calcio che era tra gli ultimi in Europa e adesso rischiamo di diventare campioni d’Europa, ma anche non riuscendo nell’intento dovremmo complimentarci con lui perché sta facendo rivivere quei momenti magici che non erano più conosciuti dal lontano 2006, quando a Berlino vincemmo il titolo mondiale con Lippi in panca e tanti giocatori juventini in campo. Eppure anche in quella occasione ci fu più di qualcuno a sussurrare, magari a bassa voce, che vincemmo per far scordare Calciopoli dimenticando che in quella squadra c’erano diversi “Palloni d’oro“. (…) Da parte nostra, oltre ad unirci ai festeggiamenti per la finale raggiunta, facciamo i complimenti a Mancini per come ha saputo mettere insieme questi giocatori, caricandoli di coraggio e anche di spensieratezza che, mista alla incoscienza di gioventù, li fa scendere in campo con le certezze di vincere anziché la paura di perdere. E questo ce lo fa capire il ct per come schiera la squadra in campo».

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