Milan, i tifosi rossoneri pianificano una contestazione globale che da Milano arriverà nel cuore di New York con un messaggio chiarissimo
La contestazione della tifoseria rossonera nei confronti della proprietà è pronta a superare i confini nazionali per colpire direttamente il cuore del business di RedBird. Dopo la dura protesta andata in scena in occasione dell’ultima partita di campionato contro il Cagliari e i tantissimi striscioni che hanno riempito Milano, la tifoseria organizzata e i club ufficiali stanno unendo le forze per un’iniziativa senza precedenti. La protesta dei tifosi del Milan potrebbe presto sbarcare negli Stati Uniti, ovvero casa di Gerry Cardinale: al vaglio c’è infatti l’idea di acquistare uno spazio a Times Square a New York dove proiettare un messaggio molto chiaro contro il proprietario rossonero, cioè “Save AC Milan – Cardinale out”. L’obiettivo è dare risonanza internazionale al malcontento del popolo milanista, portando la voce del dissenso sotto gli occhi del pubblico americano. Inoltre potrebbero essere presi degli spazi pubblicitari anche su alcuni media americani di riferimento.
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Milan, la rete dei club e il piano per i media americani
Dietro a questa clamorosa iniziativa c’è una fitta rete di contatti che sta coinvolgendo diverse anime della tifoseria rossonera, sia in Italia sia all’estero.
«L’idea è venuta a Guido, presidente del Milan Club Valle Telesina (Benevento), il quale si è rivolto a Milancommunity che lo ha indirizzato a un confronto con AIMC, la Curva Sud, Old Clan e il Milan Club New York», ha svelato il giornalista Luca Serafini. La macchina organizzativa si è attivata immediatamente: «altri contatti si stanno susseguendo in Italia e Oltreoceano. La proposta, accolta entusiasticamente da tutti gli interlocutori, è quella di acquistare uno spazio video sui maxischermi di Times Square, nel cuore di Manhattan, per pubblicare il messaggio ‘Save Ac Milan – Cardinale out’». Ma i tifosi non intendono fermarsi qui, puntando a colpire i network più autorevoli degli Stati Uniti per amplificare al massimo l’impatto della contestazione: «al vaglio anche l’acquisizione di spazi su altri media americani, tra cui CBS e New York Times».