Milan, e se il problema fosse sempre stato l’allenatore?

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Tanti, troppi anni ha sofferto il Milan senza successi e senza soddisfazioni. Dopo l’addio di Allegri i rossoneri hanno conosciuto un declino senza fine

L’avvio di questo campionato, come da copione negli ultimi anni, è stato drammaticamente arduo per i rossoneri. La rivoluzione societaria in estate e il dolce ritorno di figure amatissime come Leonardo e Maldini in dirigenza avevano convinto i tifosi che la luce in fondo al tunnel fosse ormai vicina e il buio fosse ormai alle spalle. Ancora una volta però le aspettative di inizio stagione sono state ampiamente deluse.

DOPO ALLEGRI IL DISASTRO – Di fronte a numeri del genere è perciò opportuno fermarsi e dare uno sguardo alla recente storia di questo Milan. Gli ultimi concreti successi portati a casa dai rossoneri risalgono all’era dello scudetto di Allegri e Ibrahimovic. L’esonero del tecnico livornese ha aperto un ciclo terribile per il Diavolo, che purtroppo ancora non ha conosciuto la parola fine. La chiusura dei rubinetti economici da parte di Berlusconi e la dannosissima parentesi cinese hanno sicuramente influito principalmente sul pessimo andamento rossonero. È opportuno però prestare attenzione ad un altro dato: se noi passiamo in rassegna la lista di allenatori che hanno succeduto Allegri (ora comandante del ciclo vincente juventino), scopriamo che il Milan dopo il livornese non ha mai puntato su un tecnico di sicura e affermata caratura. Seedorf, Inzaghi, Mihajlovic, Brocchi, Montella e infine Gattuso. Questa è la lista completa dei profili che hanno guidato la squadra rossonera dal 2013 fino ad oggi. Sarebbe ovviamente un errore attribuire i fallimenti del Milan alla scarsa esperienza e capacità di questi allenatori, perché come detto prima i reali problemi del club di Via Aldo Rossi avevano radici ben più profonde.

LA MANCANZA DI UNA GUIDA DI ESPERIENZA – È anche vero però che negli ultimi anni i piazzamenti in classifica sono stati sempre deludenti e soprattutto inferiori al valore effettivo della rosa. La tesi che ci sentiamo perciò di promuovere è che una delle principali cause di questo infinito periodo buio sia stata (e forse continua ad esserlo) la mancanza di un valido allenatore, si una guida di esperienza e duttilità tattica, capace di portare per mano e assistere la squadra anche nei momenti di difficoltà, anche cambiando pelle e strategie a seconda dell’avversario (proprio come faceva Allegri).

GATTUSO, E’ TROPPO PRESTO? – Quest’anno al Milan le cose sono indubbiamente cambiate: la proprietà è solida e affidabile, i dirigenti milanisti e competenti e anche la rosa ha avuto un netto salto di qualità con l’approdo di Higuain. Abbiamo sempre ritenuto fondamentale difendere l’operato di Gattuso e lo facciamo anche ora, senza ombra di dubbio. Il tecnico calabrese rimane però un giovane alle sue prime esperienze e in partite come il derby di domenica dimostra ancora di non essere pronto probabilmente per certi palcoscenici e certe responsabilità. Il Milan quest’anno non può fallire l’obiettivo quarto posto, la squadra ha qualità e forse Ringhio al momento non è la garanzia migliore.